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Decreto Fiscale: cosa cambia per gli incentivi alle imprese?

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Decreto Fiscale: cosa cambia per gli incentivi alle imprese?
Il Decreto fiscale ridisegna incentivi e crediti alle imprese, ampliando le opportunità di investimento e introducendo correttivi attesi dal sistema produttivo

Il Decreto fiscale cambia le regole del gioco per le imprese e apre nuovi scenari sugli incentivi agli investimenti. Tra novità e correttivi, il provvedimento interviene su più fronti strategici, con effetti concreti per chi ha già investito e per chi sta pianificando le prossime mosse. Ma cosa cambia davvero?
Il decreto legge 27 marzo 2026, n. 38, già in vigore dal 28 marzo e in attesa della conversione parlamentare, introduce un pacchetto di misure fiscali che punta ad ampliare le opportunità e a rimediare ad alcune criticità emerse negli ultimi mesi.
Uno degli interventi più rilevanti riguarda l’iperammortamento. Dal 1° gennaio 2026 viene eliminato il vincolo che limitava l’agevolazione ai soli beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. L’incentivo si estende quindi anche agli investimenti in beni realizzati in Paesi extra-Ue, purché rientrino negli allegati IV e V della legge 199/2025 e siano interconnessi ai sistemi aziendali.
Rientrano nel beneficio sia i beni materiali e immateriali nuovi, anche di produzione extraeuropea, sia quelli destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, anche se su questi ultimi restano alcuni aspetti da chiarire. La struttura dell’agevolazione non cambia: maggiorazione del 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% tra 2,5 e 10 milioni e 50% tra 10 e 20 milioni. A differenza del piano Transizione 5.0, non sono richiesti specifici target di efficienza energetica, ma si attende un decreto attuativo per definire modalità operative e accesso.

Decreto Fiscale: il correttivo sulla Transizione 5.0

Proprio sulla Transizione 5.0 arriva un correttivo per le imprese rimaste escluse a causa dell’esaurimento delle risorse. Per chi ha effettuato investimenti entro il 31 dicembre 2025 e ha presentato le comunicazioni tra il 7 e il 27 novembre, ottenendo il via libera del Gse, viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 35% di quello originariamente spettante, includendo anche i costi di certificazione.
Il provvedimento stanzia 537 milioni di euro per il 2026. Il credito sarà comunicato dal Gse entro il 30 aprile, utilizzabile in compensazione tramite F24 entro fine anno e fruibile dopo cinque giorni dall’autorizzazione. Non rientra nei limiti ordinari e non concorre alla formazione del reddito imponibile né dell’Irap.
Infine, il decreto interviene anche sul regime fiscale di dividendi e plusvalenze, cancellando le modifiche più recenti e tornando alle regole in vigore fino al 31 dicembre 2025. Per imprenditori individuali e società di persone resta imponibile il 58,14%, mentre per i soggetti Ires è confermata l’esenzione del 95%.


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