Decreto Fiscale: ecco tutte le novità per il settore edile

di Marco Zibetti
Cosa cambia per il settore edile con il Decreto Fiscale? Dalle novità su iperammortamento e Transizione 5.0 fino alle modifiche IVA e al concordato preventivo

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione, il nuovo Decreto Fiscale entra ufficialmente in vigore e porta con sé una serie di misure destinate ad avere un impatto concreto sul mondo delle costruzioni. Dall’iperammortamento agli incentivi per la Transizione 5.0, passando per IVA, concordato preventivo e rottamazione dei tributi locali: il provvedimento ridisegna diversi aspetti fiscali che interessano imprese e operatori del comparto. Ecco le novità da conoscere.
Tra le misure più rilevanti spicca la conferma dell’Iperammortamento anche per i beni strumentali prodotti fuori dall’Unione Europea. La novità elimina il precedente vincolo geografico e amplia la platea delle imprese che potranno accedere all’agevolazione. La disposizione vale retroattivamente dal 1° gennaio 2026.
Novità importanti anche per il piano Transizione 5.0. Per le imprese rimaste escluse dal beneficio a causa dell’esaurimento delle risorse, il credito d’imposta viene aumentato fino all’89,77% per gli investimenti effettuati entro la fine del 2025. Restano valide le condizioni già previste: comunicazioni inviate entro novembre 2025, verifica del GSE e utilizzo del credito in compensazione tramite F24 entro il 2026.
Il decreto introduce inoltre un nuovo criterio per il trattamento IVA delle operazioni permutative. La base imponibile verrà determinata sul valore monetario concordato tra le parti nel contratto, fermo restando che non potrà essere inferiore ai costi sostenuti per le operazioni effettuate. La nuova disciplina si applicherà ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026.
Interventi anche sul concordato preventivo biennale. La legge chiarisce che l’Iperammortamento non rileva nel calcolo del reddito concordato ai fini IRPEF e IRES. Cambiano inoltre le soglie massime della proposta in base ai punteggi ISA e viene prorogato il termine di adesione per il biennio 2026-2027 al 31 ottobre 2026.

Decreto Fiscale: il sostegno a rinnovabili e sistemi di accumulo

Sul fronte energetico, oltre al credito d’imposta Transizione 5.0, viene introdotto un contributo finanziario dedicato agli investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. Lo stanziamento previsto supera i 197 milioni di euro per il triennio 2026-2028.
La legge di conversione conferma poi il ritorno al precedente regime fiscale per dividendi e plusvalenze, cancellando le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Viene infine estesa anche ai tributi locali, come l’IMU, la cosiddetta rottamazione-quinquies, che permetterà di regolarizzare i debiti senza sanzioni e interessi, con possibilità di pagamento rateale.
Le nuove disposizioni rappresentano un pacchetto di misure destinato a incidere in modo significativo sugli investimenti, sulla fiscalità e sulla competitività delle imprese del comparto costruzioni.


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