Il PNRR entra nella fase più delicata: quella dell’ultimo miglio. A pochi mesi dalla chiusura del Piano, il settore delle costruzioni s’esprime sul relativo Decreto, rivendicando i risultati raggiunti, ma avvertendo anche sui rischi che potrebbero compromettere il traguardo finale. Tra pagamenti in ritardo, tensioni finanziarie per le imprese e incertezze sulle scadenze dei lavori, l’Associazione nazionale costruttori edili chiede interventi rapidi per evitare rallentamenti proprio nel momento decisivo.
Nel corso di un’audizione alla Commissione Bilancio della Camera sulla conversione del decreto legge 19 del 19 febbraio 2026, la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, ha espresso un giudizio complessivamente positivo sull’impianto del provvedimento, pensato per aggiornare il Piano alle modifiche concordate con Bruxelles e garantire il completamento degli interventi. Tuttavia, secondo l’associazione restano nodi importanti da sciogliere, soprattutto legati alla gestione della fase finale dei cantieri e alla continuità dei flussi finanziari.
A sei mesi dalla conclusione del Piano, Brancaccio ha rivendicato i risultati ottenuti. “Il Pnrr è stato un successo”, ha affermato, ricordando come le imprese di costruzioni, insieme ai Comuni, abbiano dimostrato “capacità realizzative e organizzative senza precedenti”. Il settore ha avuto un ruolo decisivo nella crescita economica recente: tra il 2021 e il 2023 gli investimenti hanno superato i 200 miliardi di euro, contribuendo in modo significativo all’espansione del Pil e alla creazione di circa 350 mila nuovi posti di lavoro.
Negli ultimi anni, inoltre, il Piano europeo ha sostenuto la produzione anche dopo la riduzione degli incentivi edilizi, con il 2025 che ha visto le opere pubbliche sfiorare i 100 miliardi di investimenti. Parallelamente si è registrato un cambiamento nella composizione del mercato: se nel 2023 quasi metà delle risorse era destinata alla riqualificazione del patrimonio immobiliare, nel 2025 il peso delle opere pubbliche è cresciuto fino a superare il 40% degli investimenti complessivi.
Nonostante il quadro positivo, per l’Ance restano alcune criticità. In particolare, l’associazione segnala la necessità di chiarire le scadenze per la conclusione dei lavori e le modalità di rendicontazione dei risultati. Le modifiche introdotte nell’ultima revisione del Piano, come la possibilità di utilizzare il certificato di fine lavori al posto del collaudo in diversi casi, hanno ridotto alcuni tempi procedurali. Tuttavia persistono disallineamenti tra milestone europee e termini fissati nei bandi nazionali, creando incertezza tra imprese e soggetti attuatori.
Decreto Pnrr: le richieste dell’Ance al Governo
Proprio per questo l’Ance chiede al Governo indicazioni rapide e uniformi, così da evitare rigidità o contenziosi che potrebbero mettere a rischio gli investimenti già avviati. La fase conclusiva del Piano, sottolinea l’associazione, è la più complessa e richiede uno sforzo straordinario da parte di amministrazioni e imprese per rispettare il traguardo del 31 agosto 2026.
Un altro punto critico riguarda il rallentamento dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, registrato negli ultimi mesi. I tempi medi sono passati da quattro a cinque mesi, con casi che superano anche l’anno, mentre restano ancora da erogare circa 1,8 miliardi di euro legati ai ristori per l’aumento dei costi dei materiali. “Il combinato disposto tra ritardati pagamenti e mancati ristori per il caro materiali rischia di essere esplosivo”, ha avvertito Brancaccio.
L’Ance guarda con favore alla norma che consente a Rfi di anticipare fino al 10% delle riserve relative agli oneri già sostenuti, misura pensata per sostenere le imprese impegnate nei cantieri del Piano. Tuttavia, secondo l’associazione, tale possibilità dovrebbe essere estesa a tutti i progetti Pnrr e applicata solo dopo il pagamento dei crediti maturati per i lavori già eseguiti.
Accanto alle criticità, il decreto contiene anche elementi giudicati positivi dal settore. Tra questi, la scelta di rendere strutturale la conferenza di servizi accelerata e il rafforzamento del meccanismo di silenzio-assenso, strumenti che contribuiscono a ridurre i tempi autorizzativi e a rendere più efficiente l’azione amministrativa. Apprezzate anche le misure su bonifiche e gestione delle terre e rocce da scavo, che possono semplificare le attività di cantiere e favorire il riutilizzo dei materiali in un’ottica di economia circolare.
Infine, l’Ance valuta positivamente l’idea di destinare eventuali risorse liberate dal Pnrr ad altre priorità strategiche, a partire dal tema della casa accessibile. Secondo Brancaccio, questi fondi potrebbero affiancarsi ai circa 7 miliardi già previsti da diversi strumenti nazionali, contribuendo alla costruzione di un piano pluriennale per l’abitare capace di rispondere all’emergenza abitativa e rafforzare le politiche di edilizia sociale.
Segui il tuo cantiere da remoto
Segui il tuo cantiere da remoto Seguire il cantiere da casa o dall’ufficio oggi è possibile. WebcamPlus offre a tutti - imprese, committenti e studi di progettazione - la possibilità di monitorare costantemente ogni tipologia e dimensione di cantiere grazie a un innovativo sistema di video-controllo personalizzato. Decidi intervallo di invio immagini, durata delle riprese, posizionamento e numero delle videocamere. Controllo totale in tempo zero e con la massima efficienza.
