Delega al Governo per l’attuazione delle direttive europee in materia di appalti

Edilizia di Marco Zibetti
La delega indica espressamente i principi a cui il Governo deve attenersi ai fini dell'esercizio della stessa. Emergono quelli riferibili alla semplificazione e sburocratizzazione


Oltre al Decreto "Sblocca-Italia", altro prodotto del CdM dello scorso 29 Agosto è la formale delega al Governo per l'attuazione delle direttive europee in tema di appalti che, come annunciato più volte, comporterà la riscrittura pressoché totale dell'attuale sistema normativo in materia.

La delega, composta di un articolo unico, indica espressamente i principi a cui il Governo deve attenersi ai fini dell'esercizio della stessa.

Tra questi, emergono sicuramente quelli riferibili alla semplificazione e sburocratizzazione, tradotti in termini di centralizzazione delle committenze e riduzione del numero delle stazioni appaltanti, l'adozione di misure volte a contenere il ricorso a variazioni progettuali in corso d'opera (lettera g), riduzione degli oneri documentali a carico dei concorrenti, e semplificazione delle procedure di verifica degli stessi (lettera f).

Altro punto centrale della delega è la previsione dell'impegno a predisporre misure che comportino il maggior coinvolgimento dei privati nel finanziamento delle opere pubbliche (lettera h) e il miglioramento delle condizioni di accesso al mercato per le Pmi e per le imprese di nuova costituzione (lettera m). Altro aspetto fondamentale è l'avvio di un processo di regolazione dell'attività delle lobby nei processi decisionali di realizzazione delle opere, al fine di "rendere trasparente la partecipazione dei portatori qualificati di interessi" (lettera p).

A tal proposito, il vice Ministro Nencini ha individuato le seguenti priorità: istituzione di un apposito pubblico registro di iscrizione dei portatori di interesse (per garantire la trasparenza dei processi decisionali nel rapporto tra questi e Legislatore) e la previsione di criteri oggettivi per l'iscrizione al registro; fissazione di alcuni criteri di reciprocità nell'acquisizione, accesso e scambio di informazioni; analisi preventiva di impatto pubblico delle normative; trasparenza nell'accesso dei portatori di interessi ai lavori parlamentari nell'iter formativo delle norme.

Come più volte auspicato e richiesto formalmente in sede istituzionale da Aniem, finalmente la delega sembra affrontare il nodo della revisione del sistema di qualificazione delle imprese per la partecipazione alle gare, assestandolo su criteri di "omogeneità e trasparenza anche introducendo misure di premialità connesse a criteri reputazionali (…)" (lettera i).

La delega, che espressamente darà luogo all'adozione di un nuovo Codice, fa espresso riferimento alla necessità che questo si discosti il meno possibile dai livelli di regolazione richiesti da Bruxelles: negli appalti pubblici, perciò, non si potrà appesantire il carico burocratico richiesto dalle direttive comunitarie (lettere a e b). Questo alleggerimento dovrebbe portare a ridurre anche materialmente il carico delle disposizioni, e rendere più applicabile il sistema, onde evitare la prassi, ormai usuale nel nostro Paese, di derogare a tali regole per le gare più importanti, proprio per evitare il rischio di incastro nelle difficili procedure.

Di fondamentale importanza, come si legge anche nella Relazione Illustrativa alla delega, in considerazione della rilevanza della materia, si prevede la preliminare consultazione con le principali categorie di soggetti pubblici e privati destinatari diretti e indiretti della nuova normativa, ai fini della redazione dello schema di Decreto legislativo attuativo della delega (punto n. 2).


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