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Detrazioni del 55%: dall’Uncsaal un dossier sulle conseguenze del Decreto Sviluppo

Sostenibilità di
L’agevolazione non sarà più determinante per il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico del Paese, non sostenendo più adeguatamente gli interventi di riqualificazione


Uncsaal ha preparato un dossier che evidenzia gli effetti pratici determinati dall'Articolo 11 del Decreto Legge "Misure urgenti per l'avanzamento dell'agenda per la crescita sostenibile".
 
In estrema sintesi questo è lo scenario:
Fino al 31 dicembre 2012
- Interventi di riqualificazione energetica degli edifici: conferma dell'attuale normativa con aliquota di detrazione al 55%.
- Interventi di ristrutturazione: aumento dell'aliquota di detrazione al 50% e aumento dei massimali di detrazione a 96.000 euro.
 
Dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2013
- Interventi di riqualificazione energetica degli edifici: conferma dell'attuale normativa e riduzione dell'aliquota di detrazione al 50%.
- Interventi di ristrutturazione: aliquota di detrazione al 50% e massimale di detrazione di 96.000 euro.
 
Dal 1° luglio 2013
- Interventi di riqualificazione energetica degli edifici: le detrazioni scompaiono.
- Interventi di ristrutturazione: le detrazioni, stabilizzate, sopravvivono con aliquota al 36% massimale di detrazione 48.000 euro.

Nel Dossier sono evidenziate tutte le conseguenze pratiche determinate dal provvedimento. Un 55% prorogato per soli sei mesi con una aliquota depotenziata al 50% e poi abrogato come provvedimento a sé stante ma ricondotto in un provvedimento generalizzato per l’edilizia con una aliquota al 36% non soddisferà nessuno degli obiettivi fissati nel 2007 dal Legislatore e confermati successivamente, delle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici:

- Il 55% non sarà più determinante per il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico del Paese, non sostenendo più adeguatamente, a partire dal 1° luglio 2013, singoli interventi praticabili per il risparmio energetico degli edifici e non favorendo l’affermazione sul mercato di prodotti tecnologicamente avanzati e performanti.

- Da oggi a fine 2012, l’impostazione dell’art. 11 provocherà confusione nella platea dei consumatori. Il rischio di un conflitto fra il 50% e il 55% da oggi a fine anno esiste e sul risparmio energetico si potrebbe creare un po' di disorientamento tra chi opta per una detrazione piuttosto che per l'altra soluzione.

- Dal 1° gennaio al 30 giugno 2013 sparirà la differenza fra le aliquote dei due bonus e non si capisce, quindi, perché tenere in piedi due normative di diversa praticabilità per il consumatore ma che di fatto offrono lo stesso beneficio. Quale vantaggio avrebbe il consumatore a scegliere le regole previste per l'ex 55% (dal 1° gennaio 2013 al 50%) quando otterrebbe la stessa agevolazione del 50% con regole più semplici e con prodotti che non devono rispettare alcun livello prestazionale e quindi meno costosi? Dal 1° gennaio al 30 giugno 2013 si produrrà, fra l’altro, una situazione a macchia di leopardo con gravi disparità per il consumatore: in alcuni Comuni determinati prodotti da costruzione sono considerati manutenzione straordinaria e quindi soggetti alle detrazioni per le ristrutturazioni (ex 36%), in altri Comuni no e, quindi, i consumatori saranno obbligati a seguire le regole dell’ex 55%.

- Dal 1° luglio 2013 le regole del 55% spariscono e tutte le agevolazioni rientrano sotto la casistica oggi del 36% (cioè articolo 4, comma 1 del Dl 201/2011), sia che si tratti di recupero edilizio sia che si tratti di risparmio energetico, ma ci chiediamo: quale appeal di mercato avranno gli interventi per il risparmio energetico rispetto a quelli per le semplici ristrutturazioni?

- Dal 1° luglio 2013 il ritorno al solo 36% produrrà danni per l’Erario in assenza di una domanda incrementale che detrazioni al 55% e stabilizzate potrebbero produrre, ovvero 2.5 miliardi di euro all’anno, con un derivante gettito fiscale incrementale (da IVA e reddito d’impresa) di almeno 600 milioni di euro all’anno. Il depotenziamento del 55% e dell’appeal commerciale nei confronti dei consumatori favorirà il riacutizzarsi dell’economia sommersa con ulteriore danno per le entrate erariali.

- Il 55%, pur avendo svolto la sua temporalità in un periodo di gravissima crisi sistemica che ha contratto in maniera significativa la domanda, è stato uno dei pochi provvedimenti in grado di creare posti di lavoro grazie all’affermazione di un mercato composto da nuovi prodotti ad alto valore tecnologico. Il 55% è stato infatti un potente stimolo all’innovazione nel settore. Gli investimenti materiali in strutture produttive e distributive sono incrementati di circa il 90% e gli investimenti immateriali in innovazione tecnologica e commerciale di circa il 27%.

- Gli incentivi fiscali del 55% sono diventanti una componente strutturale della domanda di prodotti da costruzione ad alte performance senza la quale il settore cambierebbe radicalmente e i modelli di business delle aziende italiane, orientate all’innovazione, non sarebbero più sostenibili.

Le richieste di Uncsaal per un 55% realmente utile al Paese, al mercato e all’ambiente
- Stabilizzazione del provvedimento fino al 31 dicembre 2015
- Conferma dell’aliquota al 55%
- Possibilità di modulazione delle rate di rimborso da 5 a 10 annualità
- Estensione dell’applicabilità anche ai beni non strumentali.