Digitalizzazione: a che punto sono le opere pubbliche?

di Marco Zibetti
Il rapporto del CNI fotografa lo stato della digitalizzazione nelle opere pubbliche: ecco quali sono le criticità e le priorità per accelerare la transizione

La digitalizzazione sta cambiando il modo di progettare, gestire e realizzare le opere pubbliche, ma il percorso verso una piena maturità del settore è ancora ricco di ostacoli. È questo il quadro che emerge dal nuovo rapporto presentato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che analizza il livello di diffusione del BIM e della gestione informativa tra i professionisti italiani, mettendo in luce punti di forza e criticità ancora da superare.
Il tema è stato al centro dell'incontro "BIM e Gestione informativa delle Opere Pubbliche", organizzato dal CNI con il supporto della Fondazione CNI, dell'Agenzia Certing e dei Dipartimenti Centro Studi e Innovazione della Fondazione. Nel corso dell'evento è stato presentato il primo rapporto nazionale "La digitalizzazione e gestione informativa delle Opere Pubbliche e private in Italia", realizzato dal Centro Studi CNI con il contributo del Gruppo di Lavoro BIM.
L'indagine, condotta su 3.793 ingegneri, di cui 2.278 hanno completato il questionario, fotografa lo stato delle competenze digitali, della diffusione del BIM, degli standard tecnici e degli strumenti utilizzati nella progettazione e gestione delle opere.
Dai risultati emerge un forte interesse verso questi temi: circa l'85% degli intervistati dichiara di essere molto o abbastanza interessato alla digitalizzazione e alla gestione informativa. Tuttavia, il coinvolgimento concreto resta limitato: il 43,3% non ha mai lavorato con il BIM negli ultimi cinque anni e solo il 16,7% partecipa con regolarità a commesse sviluppate secondo questa metodologia.
Anche sul fronte delle competenze il quadro evidenzia margini di miglioramento. Solo il 7,1% degli ingegneri afferma di possedere una preparazione avanzata sul BIM, mentre oltre il 70% dichiara conoscenze parziali o assenti. Le competenze risultano più diffuse tra gli under 40 e tra i professionisti del settore privato, mentre la conoscenza della norma UNI 11337 e degli standard internazionali rimane ancora limitata.

Le criticità e le proposte per la digitalizzazione

Il rapporto evidenzia inoltre che il principale ostacolo alla diffusione del BIM non è tecnologico, bensì organizzativo. Più della metà degli intervistati individua nella carenza di competenze dellestazioni appaltanti il freno principale, mentre quasi il 47% non dispone di software per la modellazione BIM e il 60,4% è privo di strumenti per il controllo dei modelli digitali.
Per accelerare la trasformazione, gli ingegneri indicano come priorità la formazione (82,2%), seguita dall'adozione di procedure interne e da una maggiore consapevolezza da parte delle organizzazioni. "I dati mostrano che spesso non esiste una reale conoscenza di questi strumenti - ha affermato Sandro Catta -. Per questo bisogna spingere ancora di più sulla formazione specialistica e procedere ad una attività di alfabetizzazione per colmare il deficit di conoscenza".
L'evento ha dedicato spazio anche agli strumenti operativi per la gestione informativa, approfondendo la norma UNI 11337, la certificazione delle competenze BIM e le nuove Linee Guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La sessione conclusiva ha infine illustrato il contributo del BIM nelle diverse fasi del ciclo di vita delle opere pubbliche, dalla programmazione all'esecuzione, evidenziandone il ruolo nel migliorare qualità progettuale, efficienza amministrativa e trasparenza.


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