La digitalizzazione sta cambiando in profondità il modo di progettare e gestire le opere pubbliche, ma quanto è davvero diffusa nei processi di gara? E soprattutto, il settore è pronto a sostenere questo salto? I numeri raccontano una crescita evidente, ma anche un percorso ancora tutt’altro che compiuto.
A fare il punto è il 9° Rapporto OICE sulla digitalizzazione, presentato nel corso di un webinar molto partecipato. Tra i contributi istituzionali, il presidente Anac, Giuseppe Busia, ha richiamato l’attenzione su un equilibrio fondamentale: “Occorre innovare senza rinunciare alle garanzie, sperimentare senza indebolire i diritti e utilizzare l’IA senza divenirne prigionieri”.
Il Report analizza l’evoluzione del BIM (Building Information Modelling) nelle gare pubbliche e, più in generale, il livello di maturità digitale del comparto, includendo anche le recenti linee guidasu gestione informativa e intelligenza artificiale.
Nel 2025 le gare BIM registrano un forte incremento: sono 638, pari al 27% del totale, con una crescita dell’80,7% rispetto all’anno precedente. Ancora più marcato l’aumento in valore, che raggiunge circa 1,5 miliardi di euro (+151,1%). Il BIM rappresenta oggi oltre la metà del valore complessivo delle gare per servizi di ingegneria e architettura.
La diffusione è particolarmente evidente nelle procedure sopra soglia UE, che concentrano il 91% dei bandi. Tuttavia, resta un nodo aperto sulla qualità documentale: solo il 35% delle gare include un capitolato informativo BIM, seppur in miglioramento rispetto al 24% del 2024.
Dal punto di vista degli attori, cresce il peso delle amministrazioni centrali, responsabili del 27,9% dei bandi. In particolare, Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa e Anas concentrano circa il 40% del valore complessivo delle gare.
Digitalizzazione: il commento del presidente dell’OICE
Secondo il presidente OICE, Giorgio Lupoi, “Digitalizzazione e IA sono percorsi ineluttabili, che premiano le organizzazioni in grado di investire e studiare per cogliere tutte le opportunità”. Un processo che, però, evidenzia ancora forti differenze tra chi ha già intrapreso un percorso strutturato e chi si muove con maggiore lentezza. Proprio per questo, emerge anche la necessità di aggiornare il decreto parametri alla luce dei nuovi compiti legati alla gestione informativa digitale.
Il quadro che emerge è quindi quello di un settore in rapida evoluzione, ma ancora alle prese con sfide operative e culturali che ne condizionano la piena maturità.
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