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Dissesto idrogeologico: “L’Italia ormai è un Paese a tempo”

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Dissesto idrogeologico: “L’Italia ormai è un Paese a tempo”
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Riportiamo il pensiero di Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Come bisogna agire per arginare il problema?

Il maltempo che ha colpito la nostra penisola nelle ultime settimane ha messo a nudo la grave situazione in cui versa l’Italia dal punto di vista del dissesto idrogeologico. A tal proposito s’è espresso Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori intervenendo nella giornata inaugurale di Arkeda, la mostra convegno di Architettura, Edilizia, Design e Arredo in corso a Napoli. Come bisogna agire per arginare il problema?

“Di fronte alle ferite inferte dal maltempo a territori e città del nostro Paese e che in queste settimane stanno mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini - ha dichiarato Cappochin -, non possiamo che ribadire che l’Italia è ormai un Paese a tempo anche dal punto di vista dell’elevato rischio idrogeologico. La sacrosanta richiesta (che proviene da più parti) di un piano di manutenzione a livello nazionale per poter essere efficace deve essere parte integrante di una politica strategica, di medio e lungo periodo, per le città e per i territori: investire sui territori significa investire nella ripresa del nostro Paese e dare anche una risposta alla crisi ambientale”.

Cosa chiedono gli Architetti alla politica?

“La politica abbia il coraggio - ha continuato - di inaugurare una nuova stagione. La rigenerazione urbana non può essere ridotta ad un vuoto slogan, ma, invece, deve rappresentare l’alternativa virtuosa alle espansioni incontrollate e all’ulteriore consumo di suolo. Basta poi con gli investimenti a pioggia, quello di cui il Paese ha bisogno è una strategia che finanzi progetti integrati di rigenerazione, portando a sistema i diversi livelli di risorse disponibili tra cui le agevolazioni fiscali”.