Il dibattito sul Dl Commissari va oltre il perimetro normativo. Dalle grandi opere alle regole del mercato, passando per il ruolo dei commissari straordinari. Quali sono le richieste degli operatori? Nel corso dell’audizione davanti all’VIII Commissione del Senato, impegnata nell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 11 marzo 2025 n. 32, l’OICE, l’associazione di Confindustria che rappresenta le società di ingegneria e architettura, ha espresso una valutazione articolata sul provvedimento.
Il presidente Giorgio Lupoi ha riconosciuto il valore del lavoro svolto, sottolineando però la necessità di una riflessione più ampia sull’utilizzo sempre più frequente delle strutture commissariali. “È assolutamente apprezzabile il lavoro svolto”, ha dichiarato, evidenziando al contempo l’importanza di rafforzare i processi ordinari attraverso una maggiore attenzione alle fasi di programmazione e progettazione, anche grazie al contributo delle società di ingegneria e architettura.
Un punto fermo per l’associazione riguarda il perimetro delle deroghe: se da un lato sono considerate utili per accelerare gli interventi, dall’altro non devono compromettere i principi fondamentali del nuovo Codice dei contratti pubblici. Tra questi, il rispetto dell’equo compenso, l’equilibrio contrattuale e la tutela dell’accesso al mercato per le PMI, oltre al divieto di affidamento basato esclusivamente sul prezzo più basso. Indicazioni che, secondo l’OICE, dovrebbero essere integrate nel testo attraverso specifici emendamenti.
DL Commissari: l’OICE sugli altri temi
Altro tema centrale è quello delle strutture di supporto ai commissari. L’associazione ha ribadito la necessità di affiancare ai poteri straordinari adeguate competenze di project management, richiamando esperienze già sperimentate con successo. “Esempi positivi del passato - ha ricordato Lupoi - come il Commissario Vadalà per le bonifiche, che si è potuto avvalere delle competenze tecniche dell'Arma dei Carabinieri, dimostrano l'efficacia di questo modello.” In questa direzione viene valutato positivamente anche il coinvolgimento di realtà come RFI e ANAS, dotate di strutture tecniche consolidate.
L’OICE ha inoltre posto l’attenzione sull’attività di verifica dei progetti, ritenendo opportuno ampliare la possibilità per i commissari di affidare tali funzioni a soggetti esterni, superando gli attuali limiti previsti dal Codice.
Infine, sul Ponte sullo Stretto, l’associazione ha espresso una posizione favorevole. “Un'opera in cui crediamo”, ha affermato Lupoi, sottolineando il valore strategico dell’intervento e la necessità di garantire un coinvolgimento adeguato dell’ingegneria italiana, anche nella fase di direzione lavori, attraverso una suddivisione in lotti che favorisca la partecipazione delle competenze nazionali.
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