1. Home
  2. Notizie e Mercato
  3. DL Transizione 5.0: ecco cosa chiede il settore fotovoltaico

DL Transizione 5.0: ecco cosa chiede il settore fotovoltaico

di
DL Transizione 5.0: ecco cosa chiede il settore fotovoltaico
L’Alleanza per il Fotovoltaico propone modifiche al DL Transizione 5.0 per semplificare le autorizzazioni e sostenere agrivoltaico e investimenti. I dettagli

Il DL Transizione 5.0 rappresenta un passaggio chiave per il futuro delle energie rinnovabili in Italia, ma alcune criticità rischiano di rallentare progetti già avviati e investimenti strategici. L’Alleanza per il Fotovoltaico in Italia ha condiviso con la Commissione Ambiente una serie di proposte mirate a rendere la normativa più chiara, efficace e coerente con gli obiettivi del legislatore, bilanciando sviluppo energetico e tutela delle attività agricole.
In particolare, l’Alleanza accoglie positivamente l’articolo 2 del decreto-legge, che individua le aree idonee per impianti da fonti rinnovabili, colmando il vuoto normativo creatosi dopo l’annullamento del decreto precedente e garantendo maggiore certezza regolatoria.

Le criticità del DL Transizione 5.0

Restano però questioni aperte, come la definizione troppo restrittiva di area agricola e i limiti imposti al nuovo fotovoltaico a terra, oggi consentito solo per rifacimenti, progetti PNRR e comunità energetiche. Secondo l’Alleanza, è necessario maggiore spazio per l’agrivoltaico, che permette di coniugare produzione energetica e attività agricole.
Cruciale è anche l’introduzione di un periodo transitorio per i procedimenti avviati entro il 22 novembre 2025, evitando incertezze e la ripetizione di iter già completati. Un esempio recente mostra come l’assenza di questa finestra abbia portato all’annullamento di un decreto di valutazione ambientale, bloccando un progetto già autorizzato e sollevando questioni sugli investimenti.
Altre proposte riguardano la semplificazione delle norme per le aree industriali, il rafforzamento dei criteri agronomici per l’agrivoltaico, l’inclusione di cave e miniere dismesse tra le aree idonee, l’ampliamento delle superfici agricole disponibili e la revisione dei limiti di SAU. L’Alleanza chiede inoltre chiarimenti sul Codice dei beni culturali per favorire valutazioni caso per caso, bilanciando tutela del paesaggio e sviluppo di impianti rinnovabili.
“Il fotovoltaico utility-scale è strategico per sicurezza energetica e competitività industriale. Il settore potrebbe generare fino a 150.000 nuovi posti di lavoro entro il 2028”, sottolinea Filippo Fontana, portavoce dell’Alleanza. “Chiediamo l’introduzione di un regime transitorio per tutelare gli investimenti e ridurre contenziosi, auspicando un dialogo costruttivo tra istituzioni e operatori”.
Con oltre 30 GW di progetti in autorizzazione, l’Alleanza conferma la volontà di collaborare per un quadro normativo stabile e abilitante, capace di accelerare la transizione energetica e consolidare il ruolo dell’Italia tra i leader europei delle rinnovabili.