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Donne ingegnere: continua l’avanzata, gli ultimi dati

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Donne ingegnere: continua l’avanzata, gli ultimi dati
Le donne ingegnere crescono: più iscrizioni, occupazione elevata e nuove opportunità, ma resta il divario retributivo da colmare. Approfondiamo la questione

Il numero di donne ingegnere è in costante crescita e segna una trasformazione culturale di rilievo. Se un tempo la professione era percepita come appannaggio maschile, oggi le ragazze scelgono con sempre maggiore convinzione le discipline STEM, conquistando spazio sia nelle aule universitarie sia nelle aziende. E i numeri parlano chiaro: le ingegnere non sono più un’eccezione, ma una realtà destinata ad ampliarsi.
Secondo l’ultimo rapporto del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in Italia ci sono oltre 340mila donne laureate in ingegneria, pari al 27,8% dei laureati del settore. Una presenza concentrata soprattutto tra le under 45, segno di untrend recente e in continua espansione.
Anche le immatricolazioni confermano il cambio di passo: nel 2023-24 la componente femminile ha raggiunto il record del 28,1%, con picchi nei corsi di ingegneria dell’informazione e nel settore civile-ambientale, dove in alcuni casi le studentesse costituiscono la maggioranza assoluta. Nei percorsi magistrali spiccano ingegneria biomedica, gestionale e chimica, con percentuali femminili che superano in più classi il 40%. Restano invece più basse le presenze in meccanica ed elettrica, seppur in lieve crescita.
“È molto positivo che l’attrazione verso le discipline STEM continui ad aumentare - ha dichiarato Ippolita Chiarolini, responsabile del progetto Ingenio al femminile -. Il vero obiettivo sarà raggiunto quando non farà più notizia trovare una donna in cantiere o in officina”.

Donne ingegnere: cosa succede dopo gli studi?

Oltre a studiare, le donne laureate in ingegneria lavorano di più e più velocemente rispetto alle colleghe di altre discipline: tre su quattro risultano occupate e, a un anno dal titolo, il tasso di disoccupazione scende sotto il 3% in alcuni indirizzi, meglio persino dei colleghi uomini. Tuttavia, il gender pay gap resta: a cinque anni dalla laurea le retribuzioni femminili sono ancora inferiori del 6-12%.
La tendenza è comunque incoraggiante: nel 2024 quasi 20mila laureate sono state assunte in Italia per ruoli ingegneristici, soprattutto nei settori informatico, civile ed energetico. Anche l’Albo registra una crescita costante: le iscritte sono salite al 17,4% nel 2025, contro il 9,1% del 2007, con punte oltre il 22% in regioni come Sardegna, Marche e Umbria.
“Le donne stanno conquistando spazio nell’ingegneria - ha commentato Marco Ghionna, presidente del Centro Studi CNI -. È un trend che va sostenuto e valorizzato”.
Un segnale chiaro che il futuro dell’ingegneria italiana sarà sempre più al femminile.


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