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Edilizia: come affrontare la carenza di manodopera?

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Edilizia: come affrontare la carenza di manodopera?
L’edilizia si confronta con il tema del ricambio generazionale e con la necessità di rafforzare welfare, formazione e condizioni di lavoro. Come si può fare?

Il futuro dell’edilizia passa anche dalla capacità di rendere il settore più attrattivo per chi si affaccia oggi al mondo del lavoro. Non si tratta soltanto di colmare il divario tra domanda e offerta di personale, ma di costruire condizioni in grado di convincere i giovani a investire professionalmente in questo comparto. È uno dei temi emersi al SAIE di Bologna, dove il confronto tra le parti sociali ha riportato al centro anche il ruolo del welfare.
“Per affrontare la carenza di manodopera dobbiamo rendere l’edilizia una scelta professionale nella quale i giovani possano riconoscere il proprio futuro. Retribuzioni adeguate, sicurezza, formazione e possibilità di crescita devono accompagnarsi a un welfare capace di sostenere concretamente i lavoratori e le loro famiglie”. A dirlo è Riccardo Roccati, presidente nazionale di CNA Costruzioni, intervenuto alla tavola rotonda in rappresentanza delle organizzazioni artigiane.
A fare da base al confronto sono i dati dello studio CNCE-CRESME dedicato al sistema delle Casse Edili. Nel 2025, le 93 Casse che hanno partecipato alla rilevazione sul welfare hanno erogato complessivamente 47,1 milioni di euro attraverso prestazioni complementari. Una quota di 15,5 milioni è stata destinata a studio e scuola, mentre 9,5 milioni hanno riguardato il sostegno alle famiglie.
“Dietro questi numeri ci sono il sostegno all’istruzione dei figli, le esigenze delle famiglie e l’aiuto nei momenti di difficoltà”. Secondo Roccati, la bilateralità rappresenta quindi una risorsa da consolidare, soprattutto per artigiani e piccole imprese, che attraverso strumenti collettivi possono garantire servizi e tutele difficilmente sostenibili individualmente.

Casse Edili, come rendere il welfare più accessibile

Uno dei punti da migliorare riguarda però l’effettivo accesso alle prestazioni. Lo studio segnala infatti la presenza di barriere informative, linguistiche e procedurali che possono scoraggiare o impedire ai lavoratori di usufruire delle misure disponibili.
“Dobbiamo semplificare le domande, accompagnare i lavoratori e, dove i dati disponibili lo consentono, favorire l’erogazione automatica delle prestazioni”. Tra le priorità indicate figurano anche la verifica dell’adeguatezza degli importi, un maggiore coordinamento tra Casse Edili, Edilcasse e Sanedil e la condivisione delle esperienze più efficaci.
Il tema del welfare si intreccia così con quello del ricambio generazionale. Tra il 2019 e il 2025, infatti, la percentuale degli occupati in edilizia nella fascia 50-64 anni è passata dal 34,2% al 41,2%. Nello stesso periodo, la componente tra 15 e 34 anni è rimasta pressoché invariata, intorno al 20%.

Giovani e formazione per affrontare la carenza di manodopera

Per Roccati, diventa quindi necessario intervenire già nella fase di orientamento, rafforzando i rapporti con le scuole e i percorsi di apprendistato e valorizzando il ruolo delle Scuole Edili e del sistema Formedil.
“La difficoltà di trovare personale mette a rischio la capacità delle imprese di dare continuità alla propria attività e di trasmettere competenze preziose”. L'obiettivo è anche raccontare ai giovani un settore in trasformazione, dove competenze tradizionali e innovazione convivono, con tecnologie digitali, nuovi materiali, riqualificazione energetica e recupero del patrimonio.
L'attrattività del comparto dipende infine dalle condizioni complessive offerte ai lavoratori: sicurezza, possibilità di crescita, formazione, accesso alla casa e servizi per le famiglie. Un'attenzione specifica viene riservata anche ai lavoratori stranieri, per i quali formazione linguistica e professionale e accompagnamento ai servizi possono favorire una maggiore integrazione.
“Come organizzazioni artigiane - conclude Roccati - vogliamo contribuire a un impegno comune delle parti sociali che tenga insieme qualità del lavoro e sviluppo delle imprese”.