Edilizia: ecco lo stato di salute e le tendenze del settore

di Marco Zibetti
Costi energetici in aumento, PNRR ancora decisivo e investimenti in rallentamento: queste le sfide con cui è alle prese l’edilizia nel nostro Paese

È un momento cruciale per l’edilizia italiana. Da un lato il settore continua a beneficiare della spinta garantita dal colpo di coda delPNRR, dall’altro deve fare i conti con nuove incertezze internazionali che rischiano di incidere sui costi e sulla programmazione delle attività. Uno scenario complesso, che impone al settore di guardare oltre il breve periodo e prepararsi alle sfide dei prossimi anni.
A fotografare l’attuale situazione è il report “Dalla crisi del Golfo ai cantieri: la congiuntura nelle costruzioni, tra spinta dei costi e fase finale del PNRR”, presentato nel corso di un webinar promosso da ANAEPA-Confartigianato Edilizia nell’ambito delle attività formative della Scuola di Sistema. Lo studio, illustrato da Silvia Cellini e Licia Redolfi di Confartigianato Lombardia, evidenzia come il comparto stia attraversando una fase di transizione caratterizzata da opportunità, ma anche da crescenti criticità.
Le tensioni geopolitiche legate alla crisi di Hormuz, che dura da oltre cento giorni, stanno già producendo effetti sui prezzi dell’energia, delle materie prime e sulle catene di approvvigionamento globali. Tra gli aumenti più significativi spiccano quelli di metalli e minerali, materiali fondamentali per il settore delle costruzioni, i cui prezzi a maggio 2026 risultano in crescita del 39,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nonostante il contesto complicato, le costruzioni continuano a rappresentare uno dei principali motori dell’economia nazionale. Nel primo trimestre del 2026 il valore aggiunto del settore è aumentato del 3% su base annua, un risultato nettamente superiore alla media europea, ferma allo 0,2%. Anche il 2025 si era chiuso con una crescita della produzione del 3,5%, contro il 2,3% registrato nell’Unione europea.
Emergono però i primi segnali di rallentamento. Nei primi tre mesi del 2026 la produzione cresce appena dello 0,1%, mentre gli investimenti, pur risultando superiori del 3,9% rispetto a un anno prima, segnano una flessione congiunturale dello 0,4%, la prima dalla fine del 2025. Anche le aspettative delle imprese sui futuri piani di costruzione tornano in territorio negativo per la prima volta dopo cinque anni.

Edilizia: occupazione e PNRR tra gli aspetti positivi

Più positivo il quadro occupazionale. Nel 2025 gli addetti del comparto aumentano del 4,7%, una crescita superiore sia all’1,3% registrato nell’Unione europea sia allo 0,8% dell’occupazione complessiva italiana. Tuttavia, le aziende continuano a scontrarsi con la difficoltà di reperirepersonale qualificato: il 62,7% delle assunzioni programmate risulta di difficile copertura, una quota ben superiore alla media nazionale.
Il PNRR continua a svolgere un ruolo decisivo. Secondo le elaborazioni contenute nel report, senza il contributo degli investimenti legati al Piano l’economia italiana avrebbe attraversato una fase recessiva prolungata, con effetti particolarmente pesanti nelle regioni del Sud.
Guardando al futuro, il documento sottolinea la necessità di costruire una strategia capace di accompagnare il settore oltre la conclusione degli interventi finanziati dal PNRR. Tra le priorità figurano nuovi investimenti infrastrutturali per la tutela del territorio e l’adattamento ai cambiamenti climatici, un ampio programma di riqualificazione del patrimonio edilizio e un sistema più stabile e ordinato di incentivi fiscali. A questi temi si aggiungono le conseguenze della transizione demografica, che influenzano sia la disponibilità di manodopera sia l’evoluzione della domanda abitativa.
Resta infine sotto osservazione il fronte del credito. Le imprese delle costruzioni continuano infatti a sostenere costi finanziari superiori di oltre un punto percentuale rispetto alla media degli altri settori e devono fare i conti con una riduzione dei prestiti disponibili, una situazione resa ancora più delicata dall’ultimo rialzo dei tassi deciso dalla BCE.


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