Edilizia scolastica: i dati di un quadro è preoccupante

di Marco Zibetti
L’edilizia scolastica tra progressi e criticità: il report di Legambiente fotografa lo stato delle scuole italiane e l’avanzamento degli interventi

Per capire quale sia lo stato di salute della scuola italiana è importante osservare anche gli edifici, i servizi e gli investimenti che li riguardano. L’edilizia scolastica resta infatti uno dei terreni sui quali le differenze territoriali emergono con maggiore evidenza. Il nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente prova a fare il punto, mettendo sotto la lente d’ingrandimento il patrimonio immobiliare scolastico e l’avanzamento degli interventi finanziati dal PNRR.
Il rapporto, arrivato alla 26esima edizione, prende in esame nel 2025 7.188 edifici scolastici di competenza comunale, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti. Accanto alla fotografia sullo stato delle strutture, viene analizzato anche l’avanzamento dei progetti PNRR dedicati a nuove scuole, sicurezza e riqualificazione, mense, palestre e sport, asili nido e infanzia.
I segnali di miglioramento non mancano. Gli edifici dotati di certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5%, mentre gli interventi di efficientamento energetico hanno interessato il 19,4% delle scuole, contro il 15,9% della precedente rilevazione. Il ritmo, però, resta insufficiente rispetto alle necessità.
Quasi un edificio scolastico su tre, infatti, necessita ancora di lavori urgenti: la quota raggiunge il 45,2% al Sud e il 54,2% nelle Isole, mentre nel Centro-Nord resta sotto il 27%. Inoltre, il 57,2% delle scuole non è stato ancora sottoposto alla verifica della vulnerabilità sismica e gli edifici costruiti negli ultimi cinque anni rappresentano appena l’1,3% del patrimonio monitorato.
Anche i servizi legati alla mobilità sostenibile mostrano ritardi: le zone 30 sono presenti in poco più del 35% degli edifici e le strade scolastiche soltanto nel 7,8%. Lo scuolabus interessa meno di una scuola su quattro, mentre pedibus e bicibus rimangono sotto il 7%.
Forti differenze emergono anche dagli stanziamenti. Per la manutenzione straordinaria la media nazionale è di 48.054 euro per edificio: Nord e Centro superano rispettivamente 64 mila e 68 mila euro, mentre il Sud si ferma a 5.557 euro e le Isole a 10.247.

Edilizia scolastica: il punto sul PNRR

Sul fronte PNRR, procedono meglio gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione e quelli dedicati allo sport. Più complesso il quadro delle nuove scuole: dei 206 progetti finanziati con 1,15 miliardi di euro, soltanto quattro risultano conclusi, mentre il 58,7% è ancora in esecuzione. Per gli asili nido, quasi un progetto su due è ancora in fase realizzativa.
La distribuzione delle risorse rispetta in larga parte l’obiettivo di destinare almeno il 40% dei fondi al Mezzogiorno, ma gli importi medi dei singoli interventi restano più elevati al Nord. Secondo Legambiente, il riequilibrio appare quindi più evidente nel numero dei progetti che nella dimensione economica degli investimenti.
“Il PNRR - commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - rappresenta il più grande investimento pubblico mai realizzato in Italia sull'edilizia scolastica, i risultati però ad oggi, a distanza di cinque anni, sono ancora inadeguati”. Per Ciafani servono risorse nazionali ordinarie, stabili e programmabili.
Nel confronto tra 2021 e 2025 migliorano alcuni indicatori di sicurezza: il collaudo statico passa dal 46,3% al 55,5%, l’agibilità dal 51,5% al 59% e la prevenzione incendi dal 45,7% al 53,9%. Restano invece marginali i progressi sull’adeguamento sismico, salito dal 3% al 4,1%, mentre aumenta la quota di edifici che necessita di lavori urgenti.
Per colmare le criticità, Legambiente propone infine cinque linee d’azione: rendere più trasparente l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, rafforzare l’Osservatorio, accelerare sicurezza ed efficientamento, potenziare la collaborazione territoriale e trasformare le scuole in presìdi educativi, sociali e culturali aperti alle comunità.


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