Edilizia scolastica: pubblico e privato, ecco l’idea

di Marco Zibetti
Il partenariato pubblico-privato potrebbe rilanciare l’edilizia scolastica. A Roma si è parlato di cantieri attivi, nuove regole e sfide per il futuro

Mettere in sicurezza le scuole, renderle moderne e attrattive, garantire spazi adeguati alle nuove esigenze educative: la missione dell’edilizia scolastica passa da qui. E potrebbe passare dalla capacità di unire risorse pubbliche e investimenti privati, trasformando un patrimonio vastissimo in un motore di sviluppo. È questa la sfida al centro del confronto tra istituzioni e imprese, che punta a ridisegnare il volto delle scuole italiane nei prossimi anni.
La strategia è condivisa da tutti gli attori coinvolti. A partire dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, fino ai vertici dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), rappresentati dalla presidente Federica Brancaccio e dal vicepresidente Piero Petrucco. Il tema è stato al centro del convegno sul partenariato pubblico-privato ospitato a Roma, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con un focus sugli scenari del post-Pnrr.

Edilizia scolastica: l’intervento del Ministro Valditara

Nel suo intervento, Valditara ha ricordato che “nei Paesi Ocse la media di investimenti privati è pari al 2%, mentre in Italia siamo allo 0,5%” e che “dobbiamo andare sempre più verso un coinvolgimento dei privati”. Il ministro ha inoltre sottolineato come siano già stati destinati circa 12 miliardi di euro al settore e come “su 40mila plessi scolastici, il 25% è stato oggetto di riqualificazione”, evidenziando il ruolo della finanza di progetto. Tra le proposte, anche l’ipotesi di realizzare foresterie per il personale scolastico.
La spinta decisiva degli ultimi anni è arrivata dal Pnrr, che ha messo in campo circa 10 miliardi per nuove costruzioni, messa in sicurezza, mense, palestre e asili nido. A questo si affianca il Piano Scuola 4.0, orientato alla modernizzazione degli ambienti didattici e all’innovazione.
Secondo i dati Ance, oggi sono attivi circa 5.700 cantieri, con oltre il 70% già in fase avanzata o conclusa. Un risultato legato soprattutto all’impegno di Comuni e province, che negli ultimi anni hanno rafforzato in modo significativo gli investimenti.
Guardando avanti, la sfida è duplice: completare gli interventi del Pnrr e garantire continuità alle risorse. Il partenariato pubblico-privato resta una leva centrale, anche se ancora poco sfruttata. “Uno strumento che nell’edilizia scolastica risulta ancora poco esplorato”, ha osservato Petrucco, sottolineando la necessità di rafforzare competenze e organizzazione della pubblica amministrazione.
Durante il convegno sono stati presentati diversi casi concreti, da Udine a Pisa fino a Bergamo, a dimostrazione di un modello che può funzionare. Al centro del dibattito anche la recente decisione europea sul diritto di prelazione. Su questo punto, Brancaccio ha evidenziato che “l’attuale disciplina nazionale deve essere rivista per assicurare piena coerenza con il diritto dell’Unione” e per continuare ad attrarre capitali e competenze.
Il confronto si è concluso con una tavola rotonda tra rappresentanti delle istituzioni, degli enti locali e delle autorità di controllo, confermando che il rilancio dell’edilizia scolastica passa oggi da regole chiare, investimenti stabili e una collaborazione sempre più strutturata tra pubblico e privato.


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