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Emilia-Romagna: Intesa tra Regione e prefettura in materia di legalità in edilizia

Lavori pubblici di
Il protocollo, che ha durata di due anni a partire da oggi ed e' rinnovabile per un ulteriore biennio, va a completare l'attuazione della legge regionale 11 del 2010


Incrementare le misure di contrasto ai tentativi diinfiltrazione mafiosa anche nel settore dell'edilizia privata, dematerializzare gli adempimenti, migliorare lo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni per garantire una maggiore efficacia dei controlli, utilizzando appositi indicatori di anomalia degli appalti. Questi gli obiettivi principali del Protocollo d'Intesa siglato a Rimini tra la Regione Emilia-Romagna e le prefetture del territorio.

Lo comunica in una nota la Regione precisando che con esso le prefetture si impegnano a considerare, tra i soggetti legittimati a richiedere la documentazione antimafia, anche le imprese affidatarie ed esecutrici di lavori per i quali e' rilasciato dai Comuni il permesso di costruire nel settore dell'edilizia privata.

Il protocollo, che ha durata di due anni a partire da oggi ed e' rinnovabile per un ulteriore biennio, va a completare l'attuazione della legge regionale 11 del 2010 che ha introdotto disposizioni per la promozione della legalita' e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata. Inoltre, nel 2011, la Regione si e' dotata anche di una legge per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonche' per la promozione della cultura della legalita' e della cittadinanza responsabile.

In caso di costruzioni di rilevante entita' economica, il Protocollo intensifica i controlli antimafia, coinvolgendo l'Anci Emilia-Romagna nella definizione di ambiti e modalita' di svolgimento delle verifiche stesse. Da parte sua, la Regione s'impegna a richiedere al prefetto competente le informative antimafia per le imprese che intendono partecipare ai bandi della Regione che concedono finanziamenti e/o contributi per la realizzazione di opere.

Nel caso in cui la societa' o l'impresa abbia sede legale in altra regione, la Regione Emilia-Romagna inoltrera' la richiesta di informazioni alla Prefettura-Utg competente per territorio, segnalando che la stessa e' effettuata in attuazione di questo Protocollo. Se a carico delle ditte richiedenti dovessero emergere elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa, la Regione procedera' all'esclusione di tali soggetti dai finanziamenti.

Tra gli effetti del documento di intesa vi e' anche un'ulteriore qualificazione delle stazioni appaltanti e degli operatori economici, nonche' una maggiore semplificazione e dematerializzazione dei procedimenti e degli adempimenti per potenziare i controlli sugli appalti dell'edilizia privata, ad esempio: le certificazioni antimafia, i modelli Gap e G118 per i subappalti e subforniture, inviati dalle stazioni appaltanti alle prefetture.