I combustibili fossili rimarranno dominanti nel soddisfacimento dei fabbisogni energetici mondiali con un ruolo crescente del gas e delle rinnovabili ed una sostenziale tenuta della quota del greggio. E' quanto emerge dal World Energy Outlook dell'Agenzia Internazionale dell'Energia presentato a Roma dal suo capo economista Fatih Birol. Le fonti fossili, secondo l'AIE, copriranno il 76% della domanda primaria di energia al 2035 rispetto all'82% registrato nel 2011.
I mercati saranno sempre piu' integrati ma, allo stesso tempo, sono destinate a rimanere differenze di prezzo tra le varie regioni, soprattutto tra USA e Europa “e le conseguenti discrepanze in termini di competitività”. In particolare, si legge nel rapporto, se il petrolio continua a essere la principale fonte consumata a livello globale, la sua quota e' prevista in riduzione al 2035 (dal 31% al 27%) a favore delle altre fonti.
Il gas naturale, in particolare, e' destinato ad accrescere il suo peso nel mix energetico(dal 21% del 2011 al 24% nel 2035; 2011-2035 crescita del 48%), con un ruolo crescente del gas non convenzionale nel soddisfacimento del fabbisogno mondiale. Le rinnovabili rappresentano la meta' della crescita nella generazione globale di elettricita' fino al 2035, con vento e solare fotovoltaico che costituiscono il 45% dell'espansione delle rinnovabili.
“Dallo stesso settore energetico - secondo il WEO 2013 - possono emergere possibili risposte al problema dei cambiamenti climatici, a partire dalla maggiore efficienza energetica, potendo offrire benefici che vanno ben al di la' dei soli miglioramenti della competitività”.