“ZERO ENERGY BUILDING: Situazione attuale e sviluppi futuri – Europa e Italia a confronto” è l’incontro promosso da F.I.V.R.A., associazione che riunisce in Italia i principali produttori di lane minerali in vetro e roccia per l’isolamento termico e acustico, in occasione del MADE 2011, fiera internazionale dell’edilizia e dell’architettura.
Obiettivo dell’evento: stimolare per la prima volta un confronto tra gli addetti ai lavori, italiani ed europei, relativo agli sviluppi normativi in corso e alle prospettive future in materia di efficienza energetica ed edilizia sostenibile.
Ne discutono Carlo Boschieri, Presidente F.I.V.R.A., Andoni Hidalgo, Public Affairs & Communications Manager di Eurima, Ivan Mozzi, Responsabile Area Edilizia Sostenibile del CESTEC, Giuliano Dall’O’, Professore associato di Fisica Tecnica Ambientale presso il BEST - Politecnico di Milano.
Edifici ad altissima prestazione energetica, a consumo zero o prossimo allo zero, la riduzione al minimo dei fabbisogni energetici sono oggi sfide imprescindibili.
Lo dimostrano i dati a disposizione: “L’80% degli edifici esistenti in Italia – commenta Carlo Boschieri, Presidente F.I.V.R.A. – è stato costruito precedentemente al 1991, con scarsa attenzione all’efficienza energetica.
La maggior parte dell’energia impiegata per riscaldare gli edifici viene dispersa attraverso l’apertura delle finestre e l’involucro (tetto, pareti, pavimenti, serramenti), con evidenti conseguenze sulle spese di riscaldamento. Solo queste ad oggi incidono per circa il 70% sulla spesa energetica di una famiglia. Per soddisfare tale richiesta energetica il nostro Paese è costretto a importare gran parte dell’energia utilizzata. Sarebbe quindi opportuno intervenire sul patrimonio edilizio italiano esistente e in costruzione, prevedendo un buon isolamento di tetti e pareti. Un materiale naturale come le lane minerali, ad esempio, compatibile con qualsiasi tecnologia costruttiva, inciderebbe solo per il 3-5% sul costo totale di costruzione, consentendo un risparmio energetico stimato tra il 70 e l’80%”.
Promuovendo in Italia la cultura dello “Zero Energy Building” sarebbe possibile perseguire gli obiettivi posti dal Piano Europeo di Efficienza Energetica 2011, adottato dalla Commissione Europea nel marzo scorso.
Il piano prevede di raggiungere, entro il 2020, il risparmio del 20% del consumo di energia primaria.
Il documento europeo ha dato origine al “Piano d’Azione Italiano per l’Efficienza Energetica 2011”, il quale pone le basi per una pianificazione strategica delle misure, della valutazione quali-quantitativa dei loro effetti e di reporting per tutti i risparmi energetici.
Oggi, a livello europeo, il confronto sul tema è quanto mai vivo: a giugno la Commissione ha proposto una nuova direttiva sull'efficienza energetica, tutt’ora in fase di adozione, nel corso della quale Eurima (European Insulation Manufacturers Association) ha preso attivamente parte contribuendo, con la propria expertise, al processo decisionale.
Il parco immobiliare esistente rappresenta il settore con le maggiori potenzialità di risparmio energetico. Per questo, la direttiva prevede, per tutti gli Stati membri, l'obbligo giuridico di progettare edifici con un consumo di energia ed emissioni di CO2 bassi o nulli. La normativa introduce un elemento di grande novità: un maggior coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche attraverso il rinnovamento, ogni anno, del 3% dei propri edifici. Il settore pubblico diventa così “modello virtuoso” per il cittadino.
Il futuro dell’edilizia è allora strettamente legato alle prospettive normative e alla propria capacità di cogliere le potenzialità dell’efficienza energetica.
Anche a livello regionale è stata colta l’importanza della certificazione energetica come strumento di miglioramento della qualità del parco edilizio. La Lombardia ne è l’esempio. La regione ha infatti istituito un elenco che raccoglie ben 15.000 professionisti del settore, i quali in soli 4 anni di attività hanno prodotto 600.000 attestati di certificazione energetica, a testimonianza di una nuova e radicata cultura del progettare e costruire gli edifici.
Si auspica che l’esperienza delle regioni più attente diventi di stimolo per il comparto edilizio italiano, affinché gli obiettivi dell’Unione Europea si trasformino in un’importante opportunità per rilanciare l’economia.