FER X: firmato il Decreto definitivo. Ecco i dettagli

di Marco Zibetti
FER X entra nella fase operativa dopo il via libera europeo: vediamo insieme cosa prevede il nuovo meccanismo per sostenere la crescita delle rinnovabili

Vede la luce un provvedimento destinato a incidere profondamente sullo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, introducendo un sistema di sostegno pensato per favorire nuovi investimenti e accelerare la crescita della capacità produttiva da fonti pulite. Il FER X apre scenari importanti per operatori e imprese del settore e definisce regole e numeri destinati a orientare il mercato nei prossimi anni.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha firmato la versione definitiva del decreto. Il via libera arriva dopo che, lo scorso 8 giugno, la Commissione europea ha valutato la misura compatibile con il mercato interno, decidendo di non sollevare obiezioni. Il testo sarà ora inviato agli organi di controllo e diventerà operativo dal giorno successivo alla pubblicazione sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

In cosa consiste il decreto FER X?

Il decreto introduce un meccanismo di incentivazione dedicato alla produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili caratterizzate da costi di generazione prossimi alla competitività di mercato. Tra i beneficiari rientrano gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e quelli destinati al trattamento dei gas derivanti dai processi di depurazione.
La misura prevede un tetto massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile. Di questi, 10 GW sono riservati agli impianti con potenza fino a 1 MW, che potranno accedere direttamente al sistema di supporto. I restanti 27,15 GW saranno invece assegnati agli impianti di dimensioni maggiori attraverso procedure competitive pubbliche organizzate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
Per quanto riguarda i contingenti disponibili nelle aste, sono previsti 16,5 GW per l’eolico, 10 GW per il fotovoltaico, 0,63 GW per l’idroelettrico e 0,02 GW per gli impianti che valorizzano i gas residui dei processi di depurazione.
Il decreto stabilisce inoltre che, entro 60 giornidalla sua entrata in vigore, il Ministero dovrà approvare, su proposta del GSE, le regole operative necessarie per consentire l’accesso al nuovo meccanismo di sostegno.


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