Secondo un’indagine realizzata da Fondazione Impresa su un campione di 600 piccole imprese manifatturiere (< di 20 addetti), negli ultimi due anni, 1 impresa su 4 (25,0%) ha introdotto o utilizzato tecnologie o sistemi finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale. Si tratta di un dato significativo: oltre a ribadire la propensione delle piccole imprese a migliorare i propri processi produttivi in ottica sostenibile, le piccole imprese che introducono processi di riduzione dell’impatto ambientale concorrono esse stesse a formare quella domanda di nuovi beni e servizi verdi destinata a rendere appetibile economicamente la transizione verso la green economy e a generare la necessità di nuove professionalità, i cosiddetti green jobs.
Per l’introduzione o l’utilizzo di tecnologie o sistemi finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale gli investimenti delle piccole imprese arrivano nella maggior parte dei casi (87,8%) fino a 50.000 €. In particolare, la fascia di investimento che varia dagli 11 ai 25.000 euro è quella più gettonata, interessando il 48,1% delle piccole imprese intervistate.
Gli investimenti hanno riguardato soprattutto l’acquisto di macchinari e attrezzature a basso consumo (28,3%) e la riduzione degli imballaggi/uso di materiali riciclati (20,4%), testimoniando che i processi di riduzione dell’impatto ambientale suscitano un maggiore interesse da parte delle imprese quando consentono la riduzione diretta dei costi di produzione e quindi la realizzazione di un risparmio economico e un aumento della competitività dell’impresa.
Hanno avuto una certa diffusione, rappresentando una novità, anche i sistemi di gestione ambientale (17,8%), i quali fino a poco tempo fa erano considerati troppo complessi rispetto alla realtà produttiva della piccola impresa. Seguono interventi di riqualificazione energetica degli edifici (16,4%) e l’installazione di pannelli fotovoltaici (15,1%).
Per l’introduzione o l’utilizzo di tecnologie o sistemi finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale, le piccole imprese sono ricorse nella maggior parte dei casi a risorse proprie (41,7%), seguono ilcredito(23,0%) e quindi forme di finanziamento o di incentivo pubblico (20,1%). Il 7,2% delle piccole imprese ha ricevuto inoltre suggerimenti e altre forme di assistenza non finanziaria dalle Associazioni di Categoria e solo il 2,2% dalla Pubblica Amministrazione.
Nell’introduzione o utilizzo di processi di riduzione dell’impatto ambientale, più di una impresa su due (51,0%) ha incontrato difficoltà legate soprattutto alla presenza di una burocrazia complessa (76,7%), testimoniando un problema cronico che va a svantaggio dell’innovazione anche in ottica sostenibile, poi in misura marginale alla presenza di costi molto elevati (13,7%), alla mancanza di informazioni sulle tecnologie e i sistemi più adatti all’azienda (5,5%) e alla presenza di una legislazione non adatta alla realtà aziendale (4,1%).
Ciò nonostante, nei prossimi due anni, il 28,6% delle piccole imprese intervistate ha intenzione di introdurre processi di riduzione dell’impatto ambientale. In particolare, ritorna a prevalere l’installazione di pannelli fotovoltaici (43,7%), continua l’acquisto di macchinari e attrezzature a basso consumo (17,7%), segue poi la riqualificazione energetica degli edifici (15,8%), quindi l’utilizzo di sistemi di gestione ambientale (13,9%) e la riduzione degli imballaggi/uso di materiali riciclati (8,9%).
“Le piccole imprese italiane sembrano aver sposato appieno i principi della crescita sostenibile suggerita dall’Unione Europea. Nonostante i problemi cronici dell’Italia, in particolare la burocrazia complessa, e quelli attuali, come la difficoltà di accedere ai finanziamenti, le piccole imprese - sostengono i ricercatori di Fondazione Impresa - hanno intrapreso la via della transizione verde investendo in tecnologie e sistemi di riduzione dell’impatto ambientale, anche nell’ottica di abbattere i costi di produzione e quindi di aumentare la competitività.
Il 25,0%, infatti, ha introdotto negli ultimi due anni tecnologie o sistemi finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale e il 28,6% intende farlo nei prossimi due anni. Inoltre, per l’87,4% delle piccole imprese intervistate è necessario che il sistema-Paese punti sulla green economy. Di queste, il 59,2% soprattutto per contribuire di più alla protezione dell’ambiente, il 24,0% soprattutto per allinearsi agli altri Paesi competitor e il 16,8% soprattutto per aumentare le occasioni di profitto delle aziende.
Si tratta di una svolta epocale - sostengono i ricercatori di Fondazione Impresa - in quanto sostenibilità ambientale e competitività, in queste piccole realtà aziendali, vanno di pari passo, rinunciando all’antagonismo che ha caratterizzato le due dimensioni nell’economia tradizionale”.