Fondi strutturali europei: equiparazione dei Professionisti tecnici alle PMI, vittoria storica

Professione di Marco Zibetti
Nella legge di Stabilità passa l’emendamento che consente ai lavoratori autonomi di accedere ai bandi Ue. Confprofessioni e Confedertecnica esprimono grande soddisfazione


Un risultato straordinario che finalmente proietta i liberi professionisti italiani su una dimensione europea”. Con queste parole il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha commentato l'approvazione del provvedimento che consente ai professionisti di accedere ai fondi strutturali europei, contenuto nella legge di Stabilità varata lo scorso 19 dicembre dall'Aula di Montecitorio. “Non si tratta di un traguardo, ma di un punto di partenza per assicurare a tutti i liberi professionisti, senza alcuna distinzione, le risorse necessarie per competere ad armi pari sul mercato dei servizi professionali. Adesso, dobbiamo rimboccarci le maniche perché siamo all'inizio di un percorso che, in linea con gli orientamenti comunitari, supera le distinzioni tra Pmi e studi professionali e ridisegna dalle fondamenta il valore dei liberi professionisti in un contesto economico ancora fragile”.
 
Abbiamo lavorato incessantemente presso la Commissione europea, che nel 2014 ha presentato le Linee d'azione per sostenere l'attività delle professioni liberali, dove per la prima volta i professionisti vengono riconosciuti a tutti gli effetti destinatari dei fondi europei, - ha affermato il presidente di Confprofessioni - ma la battaglia più dura l'abbiamo sostenuta con le istituzioni politiche italiane per affermare il principio sacrosanto, sancito da una Raccomandazione della Commissione europea e da un Regolamento Ue, che anche i liberi professionisti italiani, svolgono un'attività economica al pari delle piccole e medie imprese e, pertanto, hanno il diritto di accedere ai piani operativi Por e Pon del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di sviluppo regionale della programmazione 2014/2020. Dopo alcuni tentennamenti, il Parlamento ha riconosciuto pienamente questo diritto, eliminando qualsiasi pretesto e discriminazione nei confronti dei professionisti e togliendo qualsiasi alibi a quelle Regioni che puntavano a escludere i lavoratori autonomi dai bandi regionali".

"Ora
- ha aggiunto Stella -si apre una nuova fase che vedrà Confprofessioni impegnata al tavolo del Comitato con funzioni di sorveglianza per l'attuazione dei Programmi 2014-2020 dell'Agenzia per la coesione territoriale, affinché i professionisti possano beneficiare dei finanziamenti comunitari; al tempo stesso, stiamo lavorando ad una road map per accompagnare i professionisti nella realizzazione di programmi finanziabilinell'ambito dei fondi strutturali europei. Dobbiamo puntare su innovazione, reti tra professionisti, internazionalizzazione e multidisciplinarietà per rilanciare la competitività degli studi in un mercato dei servizi sempre più globalizzato che richiede nuove competenze di elevato contenuto intellettuale. Tale risultato - ha concluso Stella - è il frutto di un inteso lavoro corale di Confprofessioni e di quanti hanno sostenuto la nostra battaglia”.

Abbiamo vinto una battaglia storica per tutti i professionisti tecnici”. E’ il commento di Calogero Lo Castro, presidente nazionale di Confedertecnica, nel momento in cui è stato formalizzato nella Legge di Stabilità 2016 il dispositivo che consente ai Professionisti (tecnici e non) di accedere ai fondi strutturali europei. “Adesso dobbiamo monitorare la fase attuativa della nuova legge e verificare con quali modalità e tempistiche i professionisti tecnici potranno beneficiare concretamente dell’accesso ai fondi europei, che non distinguono finalmente più tra studi professionali e Pmi”, prosegue Lo Castro.

Siamo altresì lieti - prosegue la Giunta di Confedertecnica in una sua nota - delle novità previste dalla L. Stabilità 2016: via libera a soglie di ricavi più alte per accedere al regime forfettario, l’asticella sale da 15mila a 30mila euro e per chi avvia un’attività rientrando nei limiti previsti può sfruttare, per i primi 5 anni, la tassazione al 5%. Importanti anche due novità sostanziali,quali il ritocco al rialzo delle deduzioni IRAP e il congelamento dell’aliquota dei contributi al 27% (più uno 0,72% per la maternità) per le partite IVA iscritte alla gestione separata INPS”.



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