Frane: bisogna affrontare subito le questioni strutturali e politiche per limitare i danni

Professione di Marco Zibetti
Legambiente: “La gestione accurata e sistematica del territorio deve essere una priorità politica tanto del governo centrale quanto degli enti locali”


Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania, nell’esprimere il cordoglio per le vittime dell’ennesima tragedia che ha colpito la Campania, commenta la recente frana di Ischia: “Il nostro primo pensiero e' rivolto ai familiari della vittima, ma ancora una volta non siamo davanti al destino cinico e baro. E’ risaputo che nella nostra regione spesso la responsabilita' dei disagi, dei danni, della melma e del fango che mettono a repentaglio vite umane e mettono a rischio case e strade, va ricercato anche in altro: anni di malgoverno, mancati controlli, nella mancata politica di prevenzione e monitoraggio del territorio, nel dissesto idrogeologico aggravato dalla devastazione selvaggia del territorio, dalla sua cementificazione. Non sappiamo ancora quali sono le cause della tragedia di Ischia, ma quel che è certo è che questo Paese deve affrontare subito le questioni strutturali e politiche che possano metterci al riparo dal ripetersi di eventi di questo tipo. La gestione accurata e sistematica del territorio e la formazione e informazione ai cittadini sui comportamenti da tenere in caso di frane e alluvioni, devono essere una priorità politica tanto del governo centrale quanto degli enti locali. Sarebbe auspicabile passare dalle parole ai fatti”.

In Campania le recenti piogge evidenziano drammaticamente la rilevanza dei problemi legati al rischio idrogeologico. Sono ben 504 i comuni campani in cui sono presenti zone ad elevata criticità, l’estensione delle aree esposte a rischio è pari a oltre 2.597 kmq (cioè circa il 19% della superficie dell’intera regione). Secondo l'ultimo dossier Ecosistema Rischio di Legambiente, l’83% del campione dei comuni intervistati ha nel proprio territorio abitazioni in aree golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio idrogeologico e il 29% presenta interi quartieri in tali aree. Sebbene l’80% di questi comuni si è dotato di un piano di emergenza da mettere in atto in caso di frana o alluvione, solo il 16% è risultato dotato di un sistema di monitoraggio e allerta che li possa rendere efficaci nella prevenzione.



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