“Il decreto Fer (fonti energetiche rinnovabili) non fotovoltaiche ad oggi ha accumulato un ritardo abnormee non più sostenibile dalle aziende del settore che sono ferme in attesa di conoscere le nuove regole e il nuovo sistema di tariffe incentivanti”. È questa la denuncia del Corrdinamento Free (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica).
“Si tratta non solo di un danno ma anche di una beffa, visto che il Governo a Parigi ha sostenuto i risultati di Cop21 e il nostro Presidente del Consiglio ha affermato, non più tardi di qualche settimana fa, di voler raggiungere nel 2018 la quota del 50% di rinnovabili per la produzione di energia elettrica”.
“A noi il decreto ministeriale, così com’è, non piace, ma è importante che, avendo accumulato più di un anno e mezzo di ritardo, il neo ministro Calenda lo firmi prima possibile. Il tempo è una variabile fondamentale quando si fa impresa. Nel 2016 si tarda ancora a capirlo, altro che competitività del sistema paese!”.