Il mercato delle gare di progettazione si sta lasciando alle spalle la fase più complessa degli ultimi anni, ma continua a mostrare forti squilibri tra numero di opportunità e valore degli affidamenti. Cosa ci raccontano gli ultimi dati?
I segnali di ripresa convivono con criticità ancora aperte, dalla concentrazione delle risorse ai ribassi eccessivi. A fotografare la situazione è l'ultimo report del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che offre un quadro aggiornato dell'andamento del mercato nei primi mesi del 2026.
Nei primi quattro mesi del 2026 le stazioni appaltanti hanno pubblicato bandi per servizi di ingegneria e architettura, esclusi i costi di realizzazione dei lavori, per un valore complessivo di circa 480 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 552,5 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. A cambiare è soprattutto la composizione del mercato: crolla il peso dei servizi collegati agli appalti integrati, mentre cresce in modo significativo il ricorso agli accordi quadro.
Considerando esclusivamente i servizi di ingegneria ‘puri’, il valore delle gare supera invece i 183 milioni di euro, in aumento rispetto ai circa 159 milioni dello scorso anno. Un dato che lascia intravedere una graduale inversione di tendenza.
L'analisi evidenzia però un mercato fortemente polarizzato. Oltre il 73% delle procedure pubblicate riguarda bandi con importo inferiore a 140 mila euro, mentre solo il 19,2% supera la soglia dei 215 mila euro. Sul fronte economico accade l'opposto: quasi l'86% del valore complessivo delle gare è concentrato negli affidamenti oltre i 215 mila euro, mentre meno del 9% riguarda le procedure sotto i 140 mila euro.
Tra le gare che comprendono anche l'esecuzione dei lavori, il project financing continua a rappresentare la formula prevalente, con 134 bandi per oltre 2,3 miliardi di euro, seguito dagli appalti integrati, con 125 procedure e un valore complessivo di 881 milioni.
Per quanto riguarda le aggiudicazioni, aumenta l'importo medio sia per le società sia per i liberi professionisti, che passano da circa 48.800 a 87.100 euro. Nonostante ciò, questi ultimi si aggiudicano appena il 28,6% delle gare di servizi di ingegneria senza esecuzione dei lavori e solo il 4,8% del valore complessivo degli affidamenti. Le società restano protagoniste, conquistando oltre l'82% degli importi e più della metà delle procedure.
Le migliori opportunità per i professionisti continuano a concentrarsi nelle gare fino a 140 mila euro, fascia nella quale ottengono oltre il 53% delle aggiudicazioni. La loro presenza diminuisce progressivamente all'aumentare del valore dell'appalto, fino a scendere al 7,1% delle gare e al 2,7% degli importi negli affidamenti superiori ai 215 mila euro.
Il commento del CNI sul mercato delle gare di progettazione
“Archiviata l'epoca dei bonus edilizi e del PNRR - commenta Angelo Domenico Perrini, presidente del CNI - il mercato dei servizi di ingegneria ed architettura è ormai entrato in una fase di stabilizzazione”. Perrini sottolinea che il primo quadrimestre del 2026 mostra “segnali di recupero” rispetto all'anno precedente, ma richiama l'attenzione sulle anomalie neiribassi di gara, che continuano a registrare valori ben superiori a quelli consentiti.
Anche Marco Ghionna, presidente del Centro Studi CNI, evidenzia la crescente importanza degliaccordi quadro e la netta concentrazione del valore economico nelle gare di importo più elevato. “I liberi professionisti sono altamente competitivi nelle gare di minore importo, mentre la loro presenza si riduce al crescere del valore economico dell'affidamento”.
Secondo Giuseppe Maria Margiotta, consigliere segretario del CNI con delega al Centro Studi, il quadro complessivo resta positivo nonostante il contesto internazionale. Tra gli aspetti più rilevanti emerge proprio l'aumento del ricorso agli accordi quadro, accompagnato da una marcata riduzione degli appalti integrati.
Il rapporto richiama infine l'attenzione sul tema dei ribassi. Nelle gare sotto i 140 mila euro, pur a fronte di un ribasso medio del 10,2%, sono stati rilevati 17 bandi aggiudicati con sconti superiori al 20%, fino a un massimo del 78,3%. Situazione ancora più critica nelle gare di importo superiore, dove il ribasso medio raggiunge il 31% e ben 61 bandi di progettazione hanno registrato ribassi oltre il 35%, con punte che arrivano all'80%.