Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato oggi l’incremento della flessibilità dal 20% al 37,5% del numero di motori di fase precedente montabili sulle macchine per costruzioni, con un incremento del 50% delle quantità fisse. Tale incremento di flessibilità è ristretto alla fase IIIB per una durata di tre anni.
Il Consiglio europeo (organismo composto dai capi di stato o di governo degli stati membri, oltre che dal presidente della Commissione e del Consiglio europeo) ha votato con maggioranza qualificata, con il solo voto contrario della Danimarca e l’astensione della Bulgaria.
Si conclude così il lungo percorso della proposta della Commisione europea per venire incontro alle richieste dei produttori di macchine per costruzioni che stanno fronteggiando una delle più gravi crisi del settore. Dopo questa votazione e quella precedente del 25 ottobre scorso del Parlamento europeo (espressosi con 572 voti a favore e 68 contrari), ora l’estensione dei criteri di flessibilità verrà pubblicato sulla gazzetta europea e gli stati membri dovranno attivarsi per recepirla nelle rispettive legislazioni.
“Le istituzioni europee hanno compreso la gravità della crisi che ha colpito il settore delle macchine per costruzioni – dichiara Giampiero Biglia (Cnh CE – Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea e membro dello Steering group del Cece, la rappresentanza europea di settore -. Adesso la variabile tempo è decisiva per salvare molte aziende da situazioni drammatiche: lo stato italiano deve recepire immediatamente la flessibilità.”
“L’esperienza di questa lunga battaglia dimostra che eravamo nel giusto – aggiunge Ralf Wezel, segretario generale del Cece -. Come d’abitudine nelle negoziazioni condotte a livello europeo ci vuole del tempo per raggiungere un accordo, ma quando si hanno ragioni valide, le istituzioni europee rispondono positivamente. E questo è uno dei motivi che rendono fondamentale la presenza attiva di una rappresentanza delle macchine per costruzioni a Bruxelles.”