1. Home
  2. Notizie e Mercato
  3. Il Piemonte ‘allunga la vita’ al Piano Casa regionale

Il Piemonte ‘allunga la vita’ al Piano Casa regionale

Edilizia di
Il Piemonte ‘allunga la vita’ al Piano Casa regionale
0/5
votato da 0 persone
Il Consiglio regionale ha deciso anche la proroga del termine concesso ai Comuni piemontesi per adeguarsi al nuovo regolamento edilizio tipo

Più tempo per il Piano Casa della Regione Piemonte. Il Consiglio ha prorogato la misura prevista dalla l.r. n.20/2009, i cui effetti sono in via di esaurimento, di ulteriori sei mesi, quindi fino al 31 dicembre 2018.

Come chiarisce l’assessore all’Edlizia residenziale, Alberto Valmaggia, “il Piano Casa sta perdendo progressivamente la sua efficacia, perché limitato a edifici mono e bifamiliari, per i quali, nei quasi dieci anni di vigenza della legge 20, chi poteva usufruirne l’ha fatto. Un nuovo approccio al riuso e alla rigenerazione urbana, accogliendo la platea dei beneficiari e semplificando l’iter autorizzato, è però necessario per recuperare il patrimonio esistente, rendendolo più efficiente a livello energetico ed evitando nuovo consumo di suolo. Questo è l’obiettivo di un disegno di legge da poco approvato dalla Giunta regionale, nato per dare nuovo impulso al comparto edilizio in un’ottica di sostenibilità ambientale, e ora al vaglio ora della Commissione consiliare competente”.

Nella stessa seduta è stata decisa anche la proroga di ulteriori 150 giorni alla data precedentemente fissata (3 luglio 2018) del termine concesso ai Comuni piemontesi per adeguarsi al nuovo regolamento edilizio tipo regionale ed evitare così le ricadute attuative che l’entrata in vigore delle definizioni uniformi nazionali potrebbero determinare. “Questo provvedimento è stato fortemente sollecitato dai Comuni - commenta Valmaggia - Infatti, anche se alcuni hanno già provveduto ad adeguarsi, si è resa necessaria la proroga in risposta alle tante richieste che hanno manifestato difficoltà nel far fronte alle attività straordinarie necessarie per l’adeguamento in carenza di sufficienti risorse umane e organizzative. Va anche precisato che il differimento dei termini non pregiudica gli obiettivi di standardizzazione a livello nazionale, bensì garantisce una più efficace attuazione di quanto disposto dell’intesa”.