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Il rilancio dell’Italia dipende dall’edilizia. “Si intervenga subito”

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Il rilancio dell’Italia dipende dall’edilizia. “Si intervenga subito”
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I sindacati: “Il nuovo governo dia seguito agli annunci e provveda a mettere in campo tutte le misure idonee al rilancio del comparto”. Ma dov’è necessario intervenire?

Non è una novità il fatto che il settore edile sia centrale e strategico per l’economia del nostro Paese. Lo sanno bene i sindacati FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, che tramite i rispettivi segretari generali, Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi, si rivolgono all’Esecutivo. Ecco cosa chiedono.

“Mai come in questo momento la difesa ed il rilancio del Paese dipendono dal settore delle costruzioni. Il nuovo governo dia seguito agli annunci e provveda a mettere in campo tutte le misure idonee al rilancio del comparto, e conseguentemente alla competitività e alla produttività del Paese”.

Le richieste dei sindacati

“Le nostre richieste - proseguono - sono sensate e fattibili: innanzitutto è necessaria una vera politica industriale nei settori dell’edilizia e dei materiali, con il rilancio delle opere infrastrutturali a partire dai cantieri bloccati e la riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, a partire dal Sud e dalle aree interne. Chiediamo una riforma previdenziale che tenga conto delle peculiarità delle occupazioni, tutelando chi è impegnato in lavori gravosi. Lotta serrata contro l’elusione contrattuale e il lavoro nero, con il rafforzamento del Durc, la diffusione della congruità, l’attuazione della Patente a punti e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro”.

“Indispensabili per noi sono inoltre una riforma fiscale in grado di ridurre le tasse a lavoratori e pensionati e una reale riforma del Codice degli Appalti, che riduca il ricorso al subappalto e il numero delle stazioni appaltanti e favorisca il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. I dati del settore ci offrono uno scenario desolante: diminuiscono gli addetti, chiudono le aziende, crollano gli investimenti, aumenta la fuga dal contratto edile, sale l’età media dei lavoratori nei cantieri e si verifica una crescita sempre più drammatica degli infortuni, in particolare di quelli mortali”.

Le iniziative di Feneal, Filca e Fillea

“Così non si può andare avanti - aggiungono - e per questo il 21 ottobre riuniremo i nostri direttivi nazionali per definire una giornata di iniziative e di sensibilizzazione e proposta, dopo lo sciopero generale del 15 marzo scorso. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro al Governo, ed in particolare ai ministeri delle Infrastrutture, del Lavoro e dello Sviluppo Economico, perchè solo dal confronto costruttivo con le forze sociali può davvero ripartire il settore, e quindi il Paese”, concludono i segretari generali di Feneal, Filca, Fillea.