Il ruolo degli ingegneri nel futuro dell'energia. Se n’è discusso al Congresso Nazionale

Energie rinnovabili di Marco Zibetti
Il tema del coinvolgimento degli ingegneri nello sviluppo della Green Economy è stato al centro della sessione dei lavori incentrata sull’ingegneria industriale


Quale sarà il futuro dell’energia? E quale il ruolo degli ingegneri in questo settore? Se n’è discusso al 56° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri, in corso a Bari al Teatro Petruzzelli, durante la seconda sessione dei lavori, incentrata sull’ingegneria industriale.

Mauro Di Giacomo del Centro Studi CNI, nell’illustrare la relazione “Ingegneri 2020: le nuove sfide professionali nelle energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile”, ha prospettato gli scenari lavorativi per la categoria in questo campo, rilevando però che sarà lo sviluppo della green economy in Italia a dipendere dal grado di coinvolgimento occupazionale degli ingegneri e non il contrario, come si tende a credere.

A seguire, il direttore del Settore Ricerca della S3.Studium, Stefano Palumbo, ha presentato i risultati della ricerca “Il futuro dell’energia - uno scenario per il 2020”, da cui emerge che, nonostante la serie di progressi incrementali a cui assisteremo in molti ambiti grazie all’innovazione tecnologica e alla integrazione delle reti su cui l’Europa punterà per evitare di pagare dazio in termini di vulnerabilità energetica, lo scenario di crescita più accreditato dagli esperti è quello chiamato “Reference”, che non sarà in grado di scongiurare un ulteriore incremento di 6°C della temperatura globale.

Nel 2020 - sottolinea lo studio - la domanda di energia in Italia sarà soddisfatta prevalentemente da gas e petrolio (rispettivamente per il 39% e il 31%, a fronte del 24% e 29% nel mix energetico mondiale), seguiti da fonti rinnovabili (per il 18%, contro il 12% attuale e del corrispondente mix energetico internazionale), carbone (8% contro il 27% mondiale) e importazioni (4% contro l’attuale 5%).

Per quanto riguarda le professioni emergenti nel settore, vengono indicate in rialzo le quotazioni degli ingegneri specializzati nell’efficienza energetica in edilizia e nell’industria, così come di chi si occupa di consulenza energetica ai privati e alle imprese e di nuove tecnologie.

Ricca di spunti interessanti è stata la successiva tavola rotonda, moderata dal direttore responsabile de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Giuseppe De Tomaso, sul tema della “centralità dell’ingegnere nel futuro dell’energia”. Per il sociologo Domenico De Masi, convinto che il rallentamento della crescita, in atto nel nostro Paese da ormai trent’anni, non sia da considerare per forza un male assoluto (anche perché “in un mondo finito è impossibile una crescita infinita”), occorre passare “dall’ingegneria dello spreco a quella dell’intelligenza, del risparmio”.

Il confronto ha poi riguardato la necessità per gli ingegneri di fare sistema, l’opportunità di adottare e promuovere una forte etica ambientale, la ripartizione di competenze Stato-Regioni in materia energetica e il pacchetto UE “20-20-20”, che mira a potenziare sia il ricorso alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico che la riduzione delle emissioni climalteranti.


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