Il mercato immobiliare non residenziale chiude il 2025 con segnali chiari di ripresa e dinamismo diffuso, mostrando come uffici, negozi e capannoni stiano guidando una fase di crescita che interessa quasi tutto il Paese. Ma dietro i numeri complessivi, alcune differenze territoriali e segmenti specifici rivelano trend più complessi, rendendo il quadro molto interessante per operatori e investitori.
Secondo le Statistiche trimestrali dell’Osservatorio del mercato immobiliare (OMI), il quarto trimestre 2025 registra una crescita generale delle compravendite: il settore terziario-commerciale segna +6,7% su base annua, mentre gli immobili produttivi e agricoli crescono rispettivamente di circa il 5% e oltre il 6%.
Immobiliare: il punto su uffici, negozi e capannoni
Il comparto uffici mostra un’espansione netta: le transazioni aumentano del 5,6%, superando le 4.400 unità scambiate. Il Nord Ovest guida la crescita con +12%, seguito dal Nord Est (+8%), mentre al Sud si registra un calo del 7,5%. Non solo quantità, ma anche dimensioni: le superfici compravendute salgono del 15% a livello nazionale, con un’impennata del 40% nelle grandi città, Roma e Milano in testa. Anche Napoli, Bologna e Firenze registrano incrementi significativi.
I negozi consolidano la loro crescita (+4%), con rialzi diffusi in capoluoghi e Comuni minori. Centro e Nord Est si confermano le aree più dinamiche (+8%), mentre Nord Ovest e Sud segnano incrementi più contenuti. Nelle grandi città, il quadro è variegato: Roma, Palermo e Bologna registrano scambi in forte aumento, mentre Milano e Torino evidenziano una contrazione di volumi e superfici.
Il settore produttivo chiude anch’esso l’anno in positivo: le compravendite di capannoni crescono del 4,9%, con spinta dal Centro e Sud (+14%) e dalle Isole (+9,3%). Le transazioni restano concentrate soprattutto nei Comuni non capoluogo, confermando la vocazione produttiva di molte aree periferiche. Alcune province come Roma e Bergamo mostrano forte crescita, mentre altre, tra cui Varese, Modena e Padova, registrano cali.
L’unico segmento in controtendenza è la categoria “Altro”, in flessione del 40% rispetto al quarto trimestre 2024, effetto di un picco anomalo di transazioni legato alla scadenza del “sismabonus acquisti”. Al netto di questa anomalia, tutti gli altri comparti confermano trend positivi, con aumenti diffusi quasi ovunque, a testimonianza di un mercato non residenziale ancora vivace e in espansione.