Immobiliare: dove si comprano più case efficienti?

di Marco Zibetti
Sul mercato immobiliare, cresce la domanda di case efficienti e migliora la qualità degli immobili compravenduti. Dov’è più evidente il fenomeno?

Nel mercato immobiliare qualcosa sta cambiando. Non si tratta di una rivoluzione, ma i segnali sono chiari e raccontano di una crescente sensibilità verso l’efficienza energetica. Un trend che, tra conferme e sorprese, apre scenari interessanti per chi compra e vende casa.
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa sulle compravendite concluse nel 2025, aumenta la quota di abitazioni acquistate nelle classi energetiche più elevate (A e B), che raggiungono l’8,5% del totale, in crescita rispetto al 7,8% registrato nel 2024. Un dato rilevante, soprattutto considerando che nello stesso periodo si è ridotto il numero di nuove costruzioni, come evidenziato anche dall’Agenzia delle Entrate.
Parallelamente cresce anche il peso delle classi energetiche intermedie (C, D ed E), che arrivano al 23,9% delle transazioni (erano il 22,2% nel 2024). Di conseguenza si riduce, pur restando dominante, la quota di immobili meno efficienti (classi F e G), che passa dal 70,0% al 67,6%.
Guardando a un orizzonte più ampio, il miglioramento appare graduale ma costante: tra il 2019 e il 2025 le compravendite di case in classe A e B sono salite dal 6,1% all’8,5%, mentre quelle nelle classi intermedie sono cresciute dal 20,9% al 23,9%. Nello stesso periodo, le abitazioni meno performanti sono scese dal 73,1% al 67,6%.

Immobiliare: Bologna, Milano e Verona le città più virtuose

Sul fronte territoriale emergono differenze significative tra le grandi città. Nel 2025 è Bologna a guidare la classifica per incidenza di acquisti in classi energetiche elevate, con il 9,0% del totale. Seguono Milano (7,8%) e Verona (6,9%), mentre Bari si attesta al 6,3%. Più distaccate Roma (4,1%) e Napoli (3,3%), con Torino, Palermo, Genova e Firenze sotto la soglia del 3%.
Rispetto all’anno precedente, si registrano progressi interessanti: Milano passa dal 6,8% al 7,8%, Roma dal 2,9% al 4,1%, mentre Napoli mostra un balzo più marcato, dall’1,1% al 3,3%, pur restando indietro rispetto ad altri capoluoghi.
Se si osserva invece la diffusione delle classi energetiche più basse, Napoli, Palermo e Genova si confermano in testa con percentuali intorno al 90%. Seguono Roma, Bari e Firenze, tutte sopra l’80%. Situazione diversa a Torino e Verona, dove la quota di immobili meno efficienti si ferma intorno al 50-51%: qui infatti si registra una maggiore incidenza di abitazioni nelle classi intermedie, rispettivamente al 47,9% e al 41,8%.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un mercato che si muove lentamente verso standard energetici più elevati, spinto da una domanda sempre più attenta ai consumi e alla qualità degli immobili. Un’evoluzione graduale, ma destinata a incidere in modo crescente sulle dinamiche del settore.


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