Immobiliare: Ecco il quadro completo del patrimonio italiano

di Marco Zibetti
Le Statistiche Catastali 2025 offrono un quadro aggiornato del patrimonio immobiliare italiano, evidenziando i principali cambiamenti dello stock nazionale

Quali sono i numeri del patrimonio immobiliare italiano? Dalle abitazioni ai negozi, dagli uffici agli immobili produttivi, le nuove Statistiche Catastali 2025 dell'Agenzia delle Entrate mostrano come si sta evolvendo lo stock nazionale, evidenziando le categorie che aumentano e quelle che, invece, registrano una progressiva contrazione.
Secondo il rapporto, il patrimonio immobiliare urbano censito in Italia comprende 79,5 milioni di immobili. Di questi, quasi 68,5 milioni sono unità con rendita catastale, mentre la parte restante è composta da immobili del gruppo F, privi di rendita e censiti solo a fini inventariali, oltre a circa 7,2 milioni di beni comuni non censibili.
Nel 2025 lo stock immobiliare è cresciuto dello 0,7% rispetto all'anno precedente, con oltre 525 mila immobili in più. La proprietà resta saldamente nelle mani delle persone fisiche, che detengono l'89% del totale, mentre il 10,8% appartiene a soggetti non fisici.
Le abitazioni rappresentano la quota principale del patrimonio, pari al 53,2%, seguite dagli immobili del gruppo C (43,6%), che comprendono box, posti auto, cantine, soffitte, negozi, magazzini e laboratori. Gli immobili a destinazione speciale (gruppo D) incidono per il 2,6%, mentre quelli a destinazione particolare (gruppo E) e gli immobili a uso collettivo (gruppo B) rappresentano ciascuno lo 0,3%.
Dal punto di vista della rendita catastale, le categorie A e C concentrano quasi due terzi del totale. Tuttavia, gli immobili del gruppo D, pur rappresentando solo il 2,6% delle unità censite, generano il 28,9% della rendita complessiva.
Le abitazioni censite in Italia sono 35,8 milioni. Un immobile residenziale medio dispone di 5,5 vani e una superficie di circa 118 metri quadrati, ma le differenze tra le categorie catastali sono marcate: si passa da una media di 58 metri quadrati per le abitazioni ultrapopolari fino a circa 300 metri quadrati per quelle signorili.
Rispetto al 2024 aumentano soprattutto le abitazioni civili (A2) e i villini (A7), con una crescita vicina all'1%, mentre continuano a diminuire le abitazioni popolari (A4) e, con cali superiori al 2%, quelle ultrapopolari (A5) e rurali (A6). Le tipologie A2, A3 e A4 rappresentano complessivamente circa l'89% del patrimonio residenziale.

Il patrimonio immobiliare non residenziale

Il rapporto evidenzia inoltre la presenza di 642.001 uffici e studi privati, per oltre la metà di proprietà di persone fisiche. La rendita catastale complessiva di questa categoria raggiunge 1,46 miliardi di euro, in calo dello 0,9% rispetto al 2024.
Tra gli immobili a uso collettivo figurano oltre 218 mila unità, in aumento dell'1,1%. Le scuole costituiscono la quota più consistente (32,6%), seguite da collegi e convitti (23,3%) e uffici pubblici (22,4%). Gli ospedali rappresentano il 3,5% del totale, ma registrano una crescita dell'1,8% su base annua.
Gli immobili del gruppo C sfiorano i 30 milioni di unità. La componente principale è costituita da box e posti auto (categoria C/6), seguiti da cantine e soffitte (C/2), mentre i negozi rappresentano il 6,5% del totale e generano da soli circa la metà della rendita catastale del gruppo, pari complessivamente a 6,2 miliardi di euro.
Infine, il gruppo D comprende 1,75 milioni di immobili a destinazione produttiva, commerciale e terziaria, con una rendita superiore agli 11 miliardi di euro. Il gruppo E raccoglie invece immobili destinati a servizi pubblici e di interesse collettivo, mentre il gruppo F comprende circa 3,8 milioni di unità prive di rendita, tra cui aree urbane, immobili in costruzione e ruderi.


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