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Immobiliare: qual è la scontistica media applicata?

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Immobiliare: qual è la scontistica media applicata?
Andiamo a scoprire qual è la scontistica media con cui viene conclusa la compravendita immobiliare e quali sono i principali fattori che la influenzano

Nel mercato immobiliare di oggi, ogni punto percentuale può fare la differenza tra un affare sfumato e una trattativa vincente. Dietro le cifre degli sconti si nasconde un equilibrio delicato tra domanda, offerta e qualità degli immobili. Ma quanto si riesce davvero a trattare nel 2025? E quali fattori incidono maggiormente sul prezzo finale? I dati più recenti offrono uno spaccato interessante che vale la pena analizzare fino in fondo.
Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, nella prima parte del 2025 lo sconto medio applicato in fase di compravendita si è attestato al 7,6%, in lieve diminuzione rispetto all’8% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Una tendenza che riflette un mercato sempre più selettivo, dove la qualità dell’offerta gioca un ruolo decisivo.
Nelle grandi città, la riduzione dei margini di trattativa è ancora più evidente: lo sconto medio si ferma al 7,9%, contro l’8,3% del 2024. A pesare sono soprattutto la scarsità di immobili disponibili e la crescente preferenza per abitazioni già ristrutturate o in buone condizioni. Bologna guida la classifica delle città con i ribassi più contenuti, seguita da Verona e Milano.

Immobiliare scontistica: quali i fattori determinanti?

Lo stato dell’immobile resta uno degli elementi chiave nella definizione del prezzo finale. Le abitazioni usate registrano sconti più elevati rispetto a quelle ristrutturate o nuove, proprio perché richiedono spesso interventi di riqualificazione. Anche la classe energetica influisce: le case in classe A subiscono ribassi limitati, mentre quelle in classe G presentano margini di trattativa più ampi.
Sconti superiori alla media emergono negli acquisti a scopo di investimento, dove il potere contrattuale dell’acquirente è più forte. Lo stesso vale per monolocali, soluzioni popolari e immobili con caratteristiche meno richieste, come seminterrati o abitazioni su più livelli.
Al contrario, gli appartamenti ai piani alti, agli ultimi piani o dotati di spazi esterni mantengono una maggiore tenuta dei prezzi, grazie a una domanda costante e a un’offerta limitata.
In questo contesto, resta centrale il ruolo della corretta valutazione iniziale: i prezzi di partenza vengono sempre più spesso definiti sulla base di un’analisi attenta del mercato locale, con l’obiettivo di allinearli alla reale capacità di spesa degli acquirenti e ridurre margini di trattativa eccessivi.