L’inizio del 2026 sta offrendo indicazioni interessanti su come si stia muovendo il mercato immobiliare italiano. Le prime settimane dell’anno, tradizionalmente rivelatrici delle tendenze future, mostrano segnali di risveglio evidenti soprattutto in alcune aree del Paese, dove l’attività dei venditori sembra ripartire con decisione. Un quadro che invita ad approfondire, perché racconta molto più di una semplice ripresa stagionale.
Un’analisi condotta sullo stock complessivo di abitazioni attualmente in vendita e sulle nuove inserzioni comparse nella prima settimana del 2026 evidenzia una fotografia chiara della distribuzione dell’offerta e delle zone più dinamiche in questa fase iniziale dell’anno. Complessivamente, sul mercato nazionale risultano oggi 769.588 immobili disponibili.
La maggiore concentrazione di case in vendita si conferma nelle grandi regioni trainanti: Lombardia, Toscana e Lazio continuano a rappresentare una fetta rilevante del patrimonio immobiliare italiano, a testimonianza del peso economico e dell’attrattività che questi territori mantengono nel tempo.
Diverso, invece, il discorso se si guarda allo slancio dei nuovi annunci. A distinguersi è soprattutto il Mezzogiorno. La Basilicata emerge come la regione più attiva, con il 5,2% delle abitazioni oggi in vendita immesse sul mercato proprio nella prima settimana dell’anno. Subito dopo si colloca la Campania, con una quota del 4,2%, mentre anche il Lazio mostra una partenza vivace, attestandosi al 4,0%.
Segnali incoraggianti arrivano anche da Sardegna (3,8%), Calabria (3,7%) e Marche (3,6%), territori che registrano un afflusso significativo di nuove inserzioni e un ritorno evidente dell’interesse da parte dei venditori. Più cauto, invece, l’avvio dell’anno in regioni come Liguria e Trentino-Alto Adige, dove l’incidenza dei nuovi annunci resta sotto il 2%.
Immobiliare: il commento dell’esperto
Secondo Andrea Marchesi, responsabile di eXp Italy, “dopo la pausa natalizia, è molto comune vedere i venditori rientrare nel mercato con rinnovata chiarezza e motivazione”. Marchesi sottolinea come “le prime settimane dell’anno spesso danno il tono all’attività dei mesi successivi”, evidenziando “un chiaro segnale del ritorno della fiducia”, soprattutto nelle aree dove accessibilità e qualità della vita continuano ad attirare acquirenti.
”Se Lombardia, Toscana e Lazio restano centrali per l’offerta complessiva - aggiunge - il ritmo delle nuove inserzioni in regioni come Basilicata e Campania mostra dove si sta creando il primo slancio del 2026”. Un’attività iniziale che, conclude, “si traduce spesso in volumi di transazioni più consistenti nel corso dell’anno”, influenzando concorrenza, prezzi e comportamenti degli acquirenti nei mesi a venire.
