Il mercato immobiliare italiano mostra segnali di cambiamento sul fronte dell’offerta, con una disponibilità di abitazioni che si sta progressivamente riducendo in gran parte del territorio nazionale. Un andamento che potrebbe avere conseguenze sulle possibilità di scelta di chi cerca casa, ma che presenta differenze significative tra le varie aree del Paese. A fotografare la situazione è l’ultimo Indice di Attività dei Venditori Immobiliari elaborato da eXp Italia, relativo al terzo trimestre 2026.
Secondo l’analisi, al 12 ottobre 2026 risultavano in vendita 753.544 abitazioni, il 2% in meno rispetto alla rilevazione di luglio. La contrazione ha interessato 18 regioni su 20, delineando una tendenza ampiamente diffusa, seppure con intensità differenti.
Friuli-Venezia Giulia in cima alla classifica dei cali
La flessione più marcata si è verificata in Friuli-Venezia Giulia, dove lo stock di abitazioni disponibili è diminuito del 5,9%. Seguono Piemonte (-4,2%), Sardegna (-3,7%), Liguria (-3,4%) e Marche (-3,3%). Riduzioni rilevanti anche in Calabria (-2,9%), Puglia (-2,7%), Toscana ed Emilia-Romagna (entrambe -2,6%).
Al di sotto della media nazionale si collocano Lazio (-2,3%), Abruzzo (-2,2%) e Sicilia (-2,1%). Chiudono la graduatoria Valle d’Aosta (-1,7%), Campania (-1,1%), Veneto e Molise (-0,7%), Trentino-Alto Adige (-0,6%) e Umbria (-0,5%).
Basilicata e Lombardia in controtendenza
Il quadro nazionale presenta soltanto due eccezioni. La Basilicata ha infatti registrato un incremento delle abitazioni disponibili dell’1,9%, mentre in Lombardia la crescita si è fermata allo 0,8%.
Proprio la Lombardia concentra la quota più consistente dell’offerta nazionale, pari al 15,4%. Seguono Toscana (12,4%), Lazio e Sicilia (entrambe all’8,8%) e Piemonte (8,6%). Nel complesso, queste cinque regioni raccolgono il 54% degli immobili attualmente in vendita in Italia.
Andrea Marchesi, responsabile di eXp Italia, osserva: “Il mercato immobiliare italiano continua a dimostrare resilienza, con l’interesse degli acquirenti che rimane saldo nonostante le continue pressioni sull’accessibilità economica. Tuttavia, la riduzione diffusa del patrimonio immobiliare disponibile evidenzia le sfide che devono affrontare gli acquirenti”.
Marchesi sottolinea inoltre il peso crescente di efficienza energetica, stato di conservazione e costi di ristrutturazione nelle decisioni di acquisto. Per chi vende, una minore concorrenza può rappresentare un'opportunità, ma non assicura automaticamente una conclusione positiva: presentazione dell'immobile, prezzo e rispondenza alle esigenze degli acquirenti restano elementi determinanti.