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Imposte agevolate per l’abitazione ereditata: il chiarimento

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Imposte agevolate per l’abitazione ereditata: il chiarimento
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L’Agenzia delle Entrate risponde alla domanda di un contribuente che ha ricevuto un immobile in successione e vuol capire come comportarsi con le imposte ipotecaria e catastale

Un contribuente ha rivolto all’Agenzia delle Entrate il seguente quesito: “Ho ricevuto un immobile in successione, posso chiedere le agevolazioni 'prima casa' per il pagamento delle imposte ipotecaria e catastale?”.

La risposta di Paolo Calderone

L’agevolazione, che consiste nel pagamento delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (200 euro per ciascuna imposta, indipendentemente dal valore dell’immobile caduto in successione), è riconosciuta quando il beneficiario (o, nel caso di immobile trasferito a più beneficiari, almeno uno di essi) ha i requisiti previsti in materia di acquisto della 'prima abitazione'.

In particolare, per avere l’agevolazione è necessario che chi eredita l’immobile:

- non sia titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune dove si trova l’immobile ereditato;

- non sia titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

Inoltre, l’immobile deve trovarsi nel Comune in cui l’erede ha la propria residenza o in cui intende stabilirla entro 18 mesi e non deve rientrare in una delle categorie catastali A/1, A/8, A/9 (abitazioni di tipo signorile, ville, castelli).