In che direzione deve andare la rigenerazione urbana?

Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori anticipa il tema che sarà al centro del Congresso Nazionale che si terrà a Roma dal 5 al 7 luglio all’Auditorium Parco della Musica: quello delle città del futuro prossimo.

E’ indispensabile sostituire le città progettate sulla rendita fondiaria con le città della redditività sociale e culturale, della generazione di valore e della produzione di lavoro. Anche nel nostro Paese, così come sta avvenendo pressoché in tutta Europa, devono essere messi in atto imponenti programmi di rigenerazione urbana a tutela della qualità della vita, della salute e della sicurezza dei cittadini”.

“I programmi di rigenerazione urbana - continua - devono essere finalizzati alla promozione dell’inclusione sociale, del lavoro e delle competenze; allo sviluppo dell’economia circolare e al supporto alla transizione digitale con una particolare attenzione rivolta alle problematiche legate ai cambiamenti climatici, alle energie rinnovabili e alla qualità dell’aria. Finalizzati anche all’uso sostenibile del territorio e al mantenimento delle aree naturali, senza dimenticare il sostegno all’accesso alla casa e all’abitare dignitoso e sicuro, alle reti per la mobilità sostenibile, all’innovazione della Pubblica Amministrazione per promuovere l’efficienza nei servizi ai cittadini”.

Al Congresso di luglio gli architetti italiani presenteranno proposte concrete, in grado di rispondere all’esigenza di disegnare con urgenza, al passo con le dinamiche rivoluzionarie che stanno coinvolgendo i centri urbani, la nuova città digitale, resiliente, circolare e inclusiva.

Con l’illustrazione dei principi cardine di due nuove leggi peraltro tra loro correlate, una per lo sviluppo delle città e l’altra sull’architettura, gli architetti italiani daranno un concreto contributo al dibattito nazionale e internazionale su questi temi per far germogliare un nuovo paradigma della qualità della vita urbana, armonizzando tra loro tre elementi fondamentali: la crescita economica per tentare di eliminare fame e povertà, l’inclusione sociale a protezione dei soggetti e delle comunità più deboli e fragili, la tutela dell’ambiente quale ineludibile impegno a favore delle generazioni future.

Per il Consiglio Nazionale “serve però che il futuro Governo rivoluzioni l’approccio fin qui seguito per superare quelle criticità (come l’eccessiva dispersione delle competenze operative e legislative nazionali in materia di governo e di trasformazioni del territorio) che hanno impedito che le politiche di rigenerazione decollassero. Esse sono state, infatti, gravate da eccessivi pesi di natura procedurale, da conflitti di competenze e di attribuzioni tra diversi livelli delle Pubbliche Amministrazioni e da diversi comparti dello Stato, da dispersioni che hanno reso gli interventi sulle città tendenzialmente episodici, non inseriti in una cornice normativa e di principi omogenea e di facile utilizzo e, soprattutto, nella gran parte dei casi, senza un impianto di visione strategica su tutto l’organismo urbano”.