In Piemonte una nuova legge per riqualificare i vecchi edifici

Riqualificare gli edifici esistenti e limitare così l’uso di nuovo suolo è il risultato che si propone di ottenere un disegno di legge approvato il 25 settembre dal Consiglio regionale del Piemonte.

Particolare attenzione sarà dedicata alla ristrutturazione degli immobili, compromessi o in stato di abbandono, mediante interventi che mirano a favorire la sostenibilità ambientale e il miglioramento del tessuto urbano sotto il profilo sociale ed economico. Fra le novità, la cancellazione degli oneri di urbanizzazione per le operazioni che non comportano aumento del carico urbanistico, il superamento delle operazioni in deroga previste dal cosiddetto Piano Casa, premialità legate alla riduzione delle superfici impermeabilizzate, alla demolizione selettiva dei manufatti edilizi e all’utilizzo di manufatti o materiali da costruzione derivati da materie prime secondarie provenienti dal riciclo, il riconoscimento all’imprenditore del maggior costo derivante da interventi edilizi che comportano azioni di bonifica, attribuendo un ulteriore premio di cubatura.

Le nuove norme saranno applicabili in caso di edifici obsoleti, compromessi, di scarsa qualità architettonica, non sicuri dal punto di vista sismico o non sostenibili sotto il profilo energetico. Via libera quindi al recupero di rustici e sottotetti, ma anche alla demolizione di edifici agricoli abbandonati, la cui cubatura sarà spendibile in altre aree urbanizzate. Sarà favorito l'uso di materiali costruttivi provenienti dal riciclo e non dovranno esserci maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.

Alberto Valmaggia, assessore regionale all’Urbanistica e all’Ambiente, definisce questa legge “una risposta innovativa per favorire il riutilizzo dell'edificato esistente, riducendo il consumo di suolo. Rispetto alla normativa precedente, il Piemonte si è dotato di una disciplina senza il carattere della deroga allo strumento urbanistico e senza limitazioni temporali, con l'obiettivo di rinnovare parti di territorio urbanizzato, costituito da un patrimonio degradato e obsoleto, di scarsa qualità architettonica e privo dei criteri funzionali, di sostenibilità energetica e di sicurezza sismica. Le operazioni si estenderanno a tutte le tipologie costruttive, passando da un sistema che analizzava la sola istanza del privato a una programmazione di portata comunale degli interventi, organica e pianificata”.

“Abbiamo quindi - evidenzia Valmaggia - un sostanziale cambiamento di prospettiva: si passa da un principio di deroga riservato ai singoli interventi dei privati all'elaborazione di strumenti comunali sistematici che hanno impatto sull'intero tessuto urbano. L'obiettivo è coniugare le esigenze di ripresa del settore delle costruzioni alle più cogenti necessità di attenzione all'ambiente, alla sicurezza degli edifici, alla riqualificazione del territorio e al decoro urbano, di cui necessitano soprattutto le periferie”. L’assessore tiene inoltre ad annunciare aspetti come l’introduzione del principio della “decostruzione” di edifici localizzati in area agricola, con la finalità di riqualificare dal punto di vista ambientale e paesaggistico le aree extraurbane, ridurre la dispersione dell’edificato, favorire la rilocalizzazione nel tessuto edilizio urbano di parte delle superfici demolite.

L’approvazione della legge è arrivata a distanza di quasi un anno dalla prima bozza di revisione normativa, dopo tre mesi di lavoro in Commissione consiliare e a seguito di numerosi confronti con i rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni di categoria.