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Incidenti sul lavoro: come arginare il tragico fenomeno?

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Incidenti sul lavoro: come arginare il tragico fenomeno?
La prevenzione degli incidenti sul lavoro passa da nuove strategie, innovazione tecnologica e formazione: ecco cos’è emerso da un incontro sul tema

Gli incidenti sul lavoro continuano a rappresentare una delle principali emergenze del mondo produttivo, imponendo una riflessione sulle strategie necessarie per tutelare chi opera ogni giorno nei diversi settori. Quali strumenti possono rendere la prevenzione davvero efficace? E quale contributo possono offrire ingegneria, innovazione tecnologica e formazione? Sono alcuni degli interrogativi al centro della 14ª Giornata Nazionale dell’Ingegneria della Sicurezza, promossa dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) a Roma e insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica.
L’iniziativa si è svolta a un anno dall’entrata in vigore del Decreto Sicurezza Lavoro (D.L. n. 159/2025, convertito dalla L. n. 198/2025), riunendo rappresentanti delle istituzioni, enti di controllo, imprese e professionisti. Un’occasione per fare il punto sulle prospettive della prevenzione, partendo dai dati INAIL: nel 2025 sono state registrate 1.093 denunce di infortunio mortale, mentre nei primi otto mesi del 2026 se ne contano già 701, con un incremento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, ha richiamato il ruolo dell’ingegneria nella gestione anticipata dei rischi: “La sicurezza non è l’assenza del pericolo. È il pericolo conosciuto e governato”. Un approccio che punta a intervenire già in fase di progettazione, per prevenire gli eventi dannosi e contenere i rischi.
Tra gli argomenti affrontati anche la proposta di riforma della figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). La consigliera del CNI Tiziana Petrillo ha evidenziato le criticità di un eventuale aumento delle responsabilità senza un corrispondente ampliamento dei poteri: “Caricarlo di responsabilità penali senza questi poteri sposta il rischio legale, ma non riduce il rischio per chi lavora”.
Il programma ha approfondito inoltre quattro ambiti strategici: comunicazione della sicurezza, segnalazione dei mancati infortuni (near miss), applicazioni dell’intelligenza artificiale e prevenzione incendi. Sul primo fronte è emersa l'esigenza di superare una narrazione concentrata quasi esclusivamente sugli eventi più gravi. Come sottolineato dal consigliere CNI Alberto Romagnoli, “la comunicazione è parte integrante della progettazione”.

Incidenti sul lavoro: la segnalazione dei near miss

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai near miss, la cui segnalazione richiede un clima di fiducia, senza timori di conseguenze per lavoratori e imprese. Sul versante tecnologico, i partecipanti hanno ribadito che l'intelligenza artificiale può supportare l'analisi e la gestione dei rischi, ma deve essere integrata nei processi di valutazione e accompagnata da competenze adeguate.
In chiusura, il confronto ha posto l'accento sulla necessità di rafforzare la cultura della prevenzione attraverso formazione, collaborazione tra istituzioni e imprese e una comunicazione capace di raggiungere tutti i destinatari. Un percorso nel quale la tecnologia rappresenta un'opportunità, ma la responsabilità e la capacità di governare i rischi restano centrali.