Ingegneria: innovazione ed etica al centro del confronto

di Marco Zibetti
A Taranto un confronto tra istituzioni, università e imprese su innovazione, etica e IA nel settore dell’ingegneria. Ecco gli interventi dei protagonisti

Tra innovazione, etica e trasformazione digitale, il mondo dell’ingegneria si trova oggi davanti a un passaggio decisivo: capire come integrare le nuove tecnologie senza perdere il controllo umano dei processi. È il filo conduttore emerso a Taranto durante INNOVETICA, evento che ha riunito professionisti, istituzioni, imprese e università per una giornata di confronto sull’evoluzione della professione.
L’iniziativa, giunta alla seconda edizione e promossa dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri insieme all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto e alla Fondazione CNI, con il patrocinio della Provincia di Taranto e del Politecnico di Bari, ha avuto anche un prologo dedicato ai progetti delle strutture dei Giochi del Mediterraneo, con focus su tempi, costi, sicurezza e fattibilità.

Innovazione ed etica nell’ingegneria: gli interventi dei protagonisti del convegno

Nel corso della mattinata, il Teatro Fusco ha ospitato numerosi studenti pugliesi, protagonisti del confronto su innovazione ed etica. Per il CNI sono intervenuti i consiglieri Sandro Catta e Ippolita Chiarolini. Catta ha evidenziato come l’ingegneria civile stia vivendo una fase di forte accelerazione dopo decenni di cambiamenti limitati, grazie all’integrazione tra modellazione informativa, automazione e intelligenza artificiale.
“L'introduzione del connubio tra modellazione informativa, automazione e IA negli edifici e nelle infrastrutture - ha detto tra l’altro Catta - determina la necessità di ampliare i team progettuali, coinvolgendo ingegneri dell'informazione accanto agli ingegneri civili”.
Chiarolini, responsabile del progetto STEMinsieme, ha invece sottolineato il valore della collaborazione: “La diversità è un acceleratore di risultati, perché un team ha una visione collettiva da angolazioni differenti, con regole condivise e sinergie basate su rispetto e fiducia - ha detto -. L'ingegneria trasforma un’idea in un progetto per soddisfare i bisogni delle persone. L'innovazione nasce dove finisce la zona di comfort”.
Nel pomeriggio, le tavole rotonde hanno approfondito il legame tra etica e innovazione. Il Presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, ha posto l’attenzione sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla professione: “L’intelligenza artificiale - ha detto - non è uno strumento in più. È un cambio di paradigma. Il rischio reale è rappresentato dalla delega cognitiva. Bisogna sapere quando usare questo strumento, come usarlo e soprattutto quando non usarlo. In questo passaggio si consolida con forza il ruolo dell’ingegnere che diventa un garante”.
Dal fronte istituzionale, Federico Eichberg ha ribadito: “La missione del nostro Ministero è non ostacolare chi vuole fare, anzi sostenerlo. In tema di IA dobbiamo stare attenti a fare in modo che l’uomo conservi la capacità di indirizzare le informazioni e la conoscenza”.
A chiudere i lavori, il Vicepresidente del CNI, Elio Masciovecchio, ha ricordato: “L’IA può dare un aiuto meccanico ma non si può sostituire al professionista… Solo chi coltiva il dubbio, ossia l’uomo, può creare innovazione ed essere etico. Il futuro della professione sta nel fare squadra”.


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