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Ingegneria: quanti immatricolati ai corsi di laurea?

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Ingegneria: quanti immatricolati ai corsi di laurea?
Dai numeri record alle nuove carriere: le immatricolazioni ci dicono perché sempre più giovani scelgono i corsi di laurea in ingegneria per il loro futuro

L’ingegneria continua a conquistare i giovani, a promettere futuro e a intercettare i grandi cambiamenti del Paese. Quanti sono gli immatricolati? E quali i corsi di laurea più attraenti? I dati raccontano una storia che vale la pena scoprire.
Nell’anno accademico 2024-25 le immatricolazioni ai corsi di laurea in ingegneria segnano un aumento del 6%. A trainare sono soprattutto i percorsi dell’area industriale e dell’informazione, che sfiorano le 46mila iscrizioni, mentre l’ambito civile e architettonico supera quota 13mila. A favorire questo andamento contribuisce anche la maggiore propensione dei diplomati a proseguire gli studi: nel 2024 il 73% ha scelto l’università.
Il quadro emerge dal rapporto annuale del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che evidenzia come i corsi “tradizionali” abbiano raggiunto quasi 55mila immatricolati. Considerando l’intero bacino dei futuri professionisti abilitabili, il numero sale a circa 68mila, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente.
I percorsi più richiesti restano quelli dell’ingegneria industriale, seguiti dall’ingegneria dell’informazione. Tornano inoltre segnali positivi dal comparto civile e ambientale, che mostra primi indizi di ripresa dopo anni difficili. In particolare, crescono i corsi in scienze dell’edilizia e le lauree magistrali a ciclo unico in architettura e ingegneria edile.

Immatricolati ai corsi di ingegneria: il CNI commenta i dati

A confermare la solidità del trend è Angelo Domenico Perrini, presidente del CNI: “Le immatricolazioni continuano a crescere” e dimostrano “il buono stato di salute dei corsi di laurea”. Sottolinea inoltre “la crescita sempre più forte dei nuovi settori” e “i segnali di risveglio” dell’area civile, insieme all’aumento della presenza femminile.
Sul successo dei corsi quinquennali interviene Giuseppe Maria Margiotta, che li definisce “un unicum” grazie al “duplice sbocco” professionale, elemento che ne sostiene la costante crescita.
Secondo Marco Ghionna, presidente del Centro Studi, i dati confermano “la crescente domanda di competenze tecniche” legate a industria, digitalizzazione e sicurezza del territorio, richiedendo politiche capaci di accompagnare lo sviluppo.
Particolarmente significativo è infine il dato di genere: le studentesse raggiungono il 28,2% del totale, superando le 15mila unità. Cresce l’interesse femminile, soprattutto verso l’area industriale e dell’informazione, segno di un cambiamento strutturale che sta ridefinendo il volto dell’ingegneria italiana.