Interventi per la difesa del Suolo: approvate Mozioni alla Camera dei Deputati

Sicurezza e Sistemi di Protezione di Marco Zibetti
Necessario avviare il Piano di sicurezza del territorio come "grande opera" di cui il Paese ha bisogno, aumentando le risorse per la prevenzione e attuando piani di monitoraggio e manutenzione


In Aula della Camera dei Deputati sono state discusse le Mozioni concernenti interventi per la difesa del suolo (Mozioni accolte in un testo riformulato ad eccezione della n. 1-00879).
 
Nelle premesse degli Atti viene evidenziata, tra l`altro:
- la particolare conformazione geologica del territorio italiano che lo espone ad elevato rischio di alluvioni, frane e valanghe;
- la scarsa efficacia della politica di tutela del territorio che continua a destinare le poche risorse disponibili all`emergenza, anziche` ad una effettiva opera di prevenzione e messa in sicurezza del territorio;
- la necessita` di dare immediata attuazione al Piano straordinario contro il dissesto idrogeologico composto in gran parte di progetti immediatamente cantierabili. Al riguardo, la Mozione 1-00891 cita l`Ance ricordando che la stessa ha piu` volte denunciato che i cantieri ``non sono mai stati avviati``;
- l`opportunita` di avviare il Piano di messa in sicurezza quale ``grande opera`` strategica di cui il Paese ha prioritariamente bisogno.
 
Le mozioni approvate impegnano il Governo in particolare:
- ``ad aumentare adeguatamente le risorse destinate alla prevenzione, anche ristabilendo una quota di finanziamento sui fondi annuali destinati agli interventi di difesa del suolo, da destinare obbligatoriamente alla manutenzione dei corsi d`acqua e delle opere``;
- ``a non concedere alcun nuovo condono e, anzi, a favorire la delocalizzazione dei manufatti a rischio rispetto ad una loro messa in sicurezza secondo un`adeguata analisi costi/benefici``;
- ``ad assumere iniziative volte a promuovere e sostenere un piano straordinario di manutenzione diffusa del territorio e dei corsi d`acqua, che coinvolga il sistema delle autonomie locali e che possa prevedere eventuali deroghe rispetto ai vincoli di spesa imposti dal patto di stabilita```;
- ``a promuovere le opportune modifiche normative che garantiscano la possibilita` del sistema della protezione civile di operare in modo tempestivo ed efficace nel campo del contrasto ai danni provocati dal dissesto idrogeologico``;
- ``a destinare risorse all`attuazione del piano straordinario di interventi per la messa in sicurezza e riqualificazione del territorio nazionale e del patrimonio abitativo pubblico e privato, esposto a rischio sismico e idrogeologico``;
- ``a prevedere la messa in sicurezza del territorio nazionale attraverso una stima completa delle aree dove intervenire, un elenco delle opere e dei relativi costi, l`individuazione degli interventi sulla base di indici tecnici che ne determinino le priorita` e il coinvolgimento di tutti gli organismi preposti``;
- ``ad assumere iniziative volte a prevedere misure di lungo periodo, nell`ambito destinate alla salvaguardia del territorio, per far fronte ad un aumento costante dei fenomeni di rischio, dovuti a fattori naturali e umani``;
- ``ad attuare piani di prevenzione, di manutenzione e di monitoraggio continuo del territorio, anche prevedendo la delocalizzazione delle strutture e dei fabbricati a rischio``;
- ``ad assumere iniziative, anche normative, volte a rendere piu` stretti i vincoli che vietano la costruzione nelle zone esposte al pericolo, anche attraverso la predisposizione di sanzioni piu` aspre per i comportamenti contrari alle norme in materia``;
- ``ad introdurre, con carattere prioritario, politiche di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio nelle politiche di rilancio dell`economia e dello sviluppo, cominciando ad intervenire in quelle aree che negli ultimi anni hanno, piu` di altre, subito gravi danni a causa del profondo dissesto idrogeologico del proprio territorio``;
- ``ad intervenire in sede europea affinche` si arrivi a politiche unitarie di difesa del suolo attraverso, se necessario, la previsione di fondi europei destinati a tale scopo``;
- ``a valutare la possibilita` di individuare ulteriori risorse, nonche` lo «sblocco» di risorse gia` previste per la prevenzione del rischio idrogeologico, anche attraverso: la rimodulazione di delibere Cipe e di fondi esistenti; la revisione - in accordo con le Regioni - delle priorita` della «legge obiettivo» al fine di mettere al primo posto le opere di difesa del suolo; l`individuazione di ulteriori forme di finanziamento, quali, per esempio, l`istituzione di un fondo rotativo finalizzato alla messa in sicurezza del territorio, la previsione di un credito d`imposta per investimenti che hanno effetti positivi sulla sicurezza del suolo``.


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