Italiadecide: necessaria una politica nazionale per riduzione delle emissioni e rinnovabili

Energie rinnovabili di Marco Zibetti
Il percorso verso gli obiettivi al 2030 sarà sostenibile se l’applicazione sarà flessibile e gli obiettivi parametrati allo sviluppo di tecnologie, sistemi, servizi, strumenti regolatori, capacità innovative


"Il nuovo Presidente della Commissione Europea Juncker ha proposto di riorganizzare la politica energetica dell'Ue per costituire una "robusta unione energetica europea con una lungimirante politica di lotta ai cambi climatici". Noi di italiadecide, da alcuni anni, con le nostre iniziative, ci siamo posti l'obbiettivo di governare l'innovazione energetica, in modo che essa divenga strumento strategico per sostenere il ciclo economico".

Lo ha affermato il presidente di italiadecide, Luciano Violante, aprendo il seminario "Verso l'Unione energetica europea: il ruolo della ricerca comunitaria e nazionale". Partendo dal Rapporto italiadecide 2012 dedicato a "Il governo dell'energia per lo sviluppo del Paese", ha ricordato Violante, si e' aperto presso l'associazione un tavolo di lavoro che quest'anno ha affrontato un aspetto cruciale della proposta della Commissione Europea per una politica clima-energia al 2030.

Ovvero la conversione degli obiettivi europei (di riduzione delle emissioni di CO2 e/o di quota di fonti rinnovabili) in obiettivi nazionali, con modalita' che non compromettano la competitivita' economica, ma anzi la promuovano.

"Il workshop di oggi - ha aggiunto - e' l'occasione per discutere di quest'ultimo aspetto con alcuni studiosi europei impegnati in prestigiosi centri di ricerca e i principali stakeholder nazionali. Il percorso verso gli obiettivi al 2030, pensiamo, sara' sostenibile, soltanto se l'applicazione sara' flessibile e gli obiettivi saranno parametrati al reale sviluppo di tecnologie, sistemi, servizi, strumenti regolatori, capacita' innovative, in grado di abilitare quegli stessi obiettivi in ciascun Paese".

In questo quadro la rete Esep (European Science for Energy Policy) - ha concluso - costituisce il candidato naturale a svolgere questo ruolo perche' e' capace di integrare le competenze del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea con quella dei Centri di eccellenza dei Paesi membri”.


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