Italiasicura: per la prima volta un ‘Piano nazionale’ per ridurre il rischio frane e alluvioni

Lavori pubblici di Marco Zibetti
Per il Piano, che comprende quello per la riduzione del rischio nelle città e che si compone di oltre 7000 interventi, sono già stanziati oltre 5 miliardi di euro per i prossimi anni


Dall’istituzione di Italiasicura, come Struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le risorse stanziate dal governo per le opere strutturali per la prevenzione del rischio idrogeologico ammontano a 754 milioni di euro (654 milioni per gli interventi e 100 milioni per un Fondo di progettazione, particolarmente utile in un Paese in cui i progetti sono per larga parte ancora in fase preliminare). Questi fondi saranno ripartiti nei vari anni secondo il tiraggio economico e finanziario dei lavori, ma sono disponibili già oggi e sostengono l’avvio dei cantieri per 33 importanti interventi dei 132 previsti dal Piano Aree Metropolitane del valore complessivo di 1300 milioni di euro. Per la seconda tranche, da 600 milioni si sta lavorando per ottenere l’assegnazione entro l’anno.

In tutta Italia e con riferimento ai vecchi stanziamenti del periodo 2000-2010, dall’avvio dell’azione di Italiasicura, istituita nel maggio 2014, sono stati avviati 642 cantieri per 1075 milioni, anche grazie al modello d'azione messo in campo dalla struttura di missione del governo, fatto di  semplificazione della governance e delle procedure,  di controllo costante del territorio e di collaborazione con tutte le strutture e amministrazioni regionali competenti, con il Presidente di Regione Commissario di Governo.
Stiamo puntando ad aggiungere ai 1300 milioni del Piano stralcio già varato altri 7 miliardi per i prossimi cinque anni. In tutto circa 8.3 miliardi che rappresenta, all’incirca, la cifra programmata dai precedenti Governi in 15 anni sul dissesto idrogeologico.

Un piano che, prevedendo un’occupazione diretta, indiretta e indotta di circa 20 mila unità per miliardo, è in grado di attivare circa 160 mila occupati distribuiti ovviamente nell’arco del periodo di realizzazione.

Per la prima volta in Italia si investe nella prevenzione del rischio. Il fatto nuovo rispetto al passato è che in alcuni punti particolarmente critici del Paese i lavori sono iniziati e si sa già quando finiranno. E questo non è poco se solo si rivolge lo sguardo ad un passato anche recente.
In questi ultimi giorni sono state diffuse notizie relative allo stato di attuazione degli interventi strutturali per la prevenzione del rischio idrogeologico, da ultimo nel corso di una conferenza stampa del gruppo parlamentare di SEL, alla Camera dei Deputati; notizie che necessitano di una serie di precisazioni.

Italiasicura fa chiarezza sui fondi: per il Piano nazionale, che comprende quello per la riduzione del rischio nelle città e che si compone di oltre 7000 interventi individuati dalle Regioni competenti in materia, sono già stanziati oltre 5 miliardi di euro per i prossimi anni, così suddivise: 3.5 miliardi di euro di FSC (Fondi Sviluppo e Coesione) del nuovo ciclo 2014-2020, 1.5 miliardi di Por (Programmi Operativi regionali) della “misura 5” - dissesto idrogeologico e i 754 milioni già disponibili dalla delibera Cipe per il Piano aree metropolitane che saranno disponibili nella contabilità delle regioni entro la fine del mese.
 
Il Piano Nazionale, inoltre, si potrà avvalere in aggiunta a queste risorse anche dei fondi ordinari che potranno essere previsti nelle leggi di stabilità dal 2016 al 2020 e sarà indirizzato a risolvere le tante criticità rilevate fuori dalle aree metropolitane e riguarderà anche le situazioni di rischio legati alle frane e all’erosione costiera. Italiaiscura con il Ministero dell’Ambiente sta lavorando sulla definizione delle priorità, regione per regione, per mettere a punto una prima tranche triennale del Piano nazionale.

E’ utile anche ricordare che il Piano aree metropolitane interessa alcuni dei punti più critici del Paese (in primis le città metropolitane come Genova, Milano, Firenze ed altre ancora, ma anche città non metropolitane a rischio elevato come Olbia, Padova, Parma, Pescara ecc.) e rappresenta in modo inequivocabile la volontà di intervenire in modo pianificato e strutturale nella prevenzione del rischio idrogeologico.

Si precisa infine che la realizzazione di opere per la prevenzione di tale rischio non si misura in secondi, minuti e ore ma richiede mesi e spesso anni di cantiere per ridurre il rischio che le nostre città si ritrovino a contare i danni di un alluvione o, peggio ancora, a piangerne le vittime. Abbiamo però la conferma della scelta fatta da Palazzo Chigi di investire concretamente nella prevenzione dalle frane e dalle alluvioni, realizzando interventi strutturali mirati alla sicurezza dei cittadini.

Download:
- il Piano Aree Metropolitanehttp://italiasicura.governo.it/site/home/news/documento261.html
- gli interventi del Piano
- le 33 opere già finanziatehttp://italiasicura.governo.it/site/home/news/documento309.html
- i 5 interventi su cui ultimare la progettazionehttp://italiasicura.governo.it/site/home/news/documento310.html
- il DPCM



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