L'Aniem ha trasmesso ad esponenti del Governo e del Parlamento una lettera sulle novità introdotte dal decreto legge sviluppo-infrastrutture. La pubblichiamo di seguito:
Nell'esprimere una valutazione positiva in riferimento alle misure di carattere fiscale ed alle norme finalizzate ad accelerare gli interventi di riqualificazione urbana, l'Aniem ritiene improcrastinabile intraprendere urgenti provvedimenti strutturali e strategici, orientati a modernizzare il comparto: ci si riferisce, in particolare, a norme che consentano di incentivare l'aggregazione e, conseguentemente, la competitività delle pmi, di riformare la qualificazione delle imprese in modo da renderne più efficace la capacità selettiva, di rivedere il costo del lavoro, condizionato e penalizzato da meccanismi ormai anacronistici ed infruttuosi per le imprese e per i lavoratori.
L'Aniem ha manifestato, inoltre forti preoccupazioni sulle modifiche introdotte alla normativa fallimentare, nella parte in cui viene previsto che l'ammissione alla procedura di concordato preventivo non impedisce, in presenza di determinate condizioni, la continuazione dei contratti stipulati con la pubblica amministrazione. Inoltre, in deroga alle regole di esclusione della normativa sugli appalti pubblici, il Decreto Sviluppo prevede che l'impresa in concordato possa partecipare alle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici. La partecipazione è ammessa se l'azienda ha l'appoggio di un altro operatore che si impegna a garantire le risorse per l'appalto.
Il timore dell'Aniem è che questa previsione, oltre alle perplessità di carattere etico-giuridico, avrà ricadute altamente negative su tutta la catena economica. Tali imprese, infatti, difficilmente potranno far fronte, in modo puntuale, ai propri impegni con fornitori, subappaltatori, etc.
L'Associazione crede, pertanto, che le modifiche apportate al concordato preventivo non tutelino gli interessi delle aziende più solide che operano nel settore dell'edilizia, ma tendano a favorire quelle società in crisi che cercheranno di superare le loro difficoltà economiche attivando meccanismi di concorrenza sleale nei confronti degli operatori più corretti.