L’Antitrust propone al Governo e al Parlamento misure per il rilancio dell’economia

Lavori pubblici di Marco Zibetti
Tra le proposte, il divieto di lavori in house per gli appalti pubblici, l’abolizione di qualsiasi tariffario per i professionisti e la riforma degli Ordini professionali


L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha presentato al Governo e al Parlamento italiano una serie di proposte, che abbracciano diversi settori, finalizzate a rilanciare l'economia nazionale.

Tra queste misure, ne segnaliamo alcune di particolare interesse in materia di appalti pubblici e professioni:

Appalti pubblici, vietare i lavori in house
Per quanto riguarda gli appalti pubblici, relativi a tutta la pubblica amministrazione, va inserito nel Codice dei contratti pubblici un espresso divieto di affidamento in house di lavori o forniture. Per i servizi vanno inseriti precisi limiti e in ogni caso occorre un’analisi di mercato che evidenzi i concreti benefici dell’affidamento in house.
Dovrà essere previsto un obbligo di ricognizione degli affidamenti: in caso di mancato rispetto scatta la sanzione della scadenza anticipata degli affidamenti. Anche in questo caso va prevista la clausola in base alla quale gli affidamenti possono essere confermati in caso di cessione della società in house.

Professioni, abolire qualsiasi tariffario
Nel settore delle professioni occorre l’abolizione espressa di qualsiasi forma di tariffario mentre gli Ordini vanno riformati, garantendo che la funzione disciplinare sia svolta da organismi che garantiscano un ruolo terzo.
Anche nel settore della formazione professionale il potere dei Consigli degli Ordini va limitato alla fissazione di requisiti minimi dei corsi di formazione, senza alcuna necessità di autorizzazioni o riconoscimenti preventivi.


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