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La grande occasione delle Smart Cities

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La grande occasione delle Smart Cities
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Quali sono i reali vantaggi chela tecnologia potrà portare? Ecco il pensiero di Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza e delegato Anci a Urbanistica e Lavori pubblici

Si parla sempre più di Smart Cities, ovvero “città intelligenti”, sempre più tecnologiche. Ma quali sono i reali vantaggi che queste innovazioni potranno portare. Ecco il pensiero di Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza e delegato Anci a Urbanistica e Lavori pubblici.

“Le Smart Cities e le nuove tecnologie utilizzate per il governo del territorio possono essere una formidabile occasione di integrazione e democrazia urbana, ma anche di innovazione applicata al benessere, alla salute dei cittadini e all’economia circolare e sostenibile”. Occhiuto è intervenuto in rappresentanza del presidente Antonio Decaro al convegno ‘Smart Cities and Digital Trasformation Dialogue, Italy and China’, svoltosi a Roma come evento collaterale in occasione della visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping.

“Negli ultimi anni pur avendo usato diverse nuove tecnologie - ha ricordato Occhiuto - abbiamo prodotto dei peggioramenti nelle aree urbane, che oggi consumano più energia e ospitano fabbricati energivori, mentre la mobilità è insostenibile e produce solo inquinamento”.

Il tutto accompagnato da “scelte urbanistiche errate che hanno finito per considerare solo le esigenze creando per esempio zone di edilizia sociale ora abbandonate e degradate, veri e propri luoghi di emarginazione sociale. Mentre abbiamo costruito - ha aggiunto il sindaco di Cosenza - grandi autostrade del traffico, privilegiando le esigenze di mobilità delle persone che usavano le auto dentro le città, creando traffico, congestione ed inquinamento”.

In questo scenario le Smart Cities possono essere una grande opportunità per una sorta di ‘rifondazione dei territori’. “Grazie a queste tecnologie, possiamo costruire una città legata ai bisogni dei cittadini e, soprattutto, ad una esigenza di ‘democrazia urbana’ per recuperare anche le zone abbandonate. In questo modo - ha concluso il delegato Anci - non costruiamo solo il benessere per il presente ma guardiamo alle prossime generazioni, dando sostanza alla logica stessa di un futuro sostenibile”.