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La Manovra vista dalle imprese. Cosa ne pensa Confartigianato?

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La Manovra vista dalle imprese. Cosa ne pensa Confartigianato?
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Il Presidente Merletti e il Segretario Generale Fumagalli hanno illustrato e analizzato con la Giunta le misure di immediato impatto sull’artigianato e sulle piccole imprese

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto tante novità. Rappresenta un passo in avanti o uno indietro? Proviamo a capirlo guardandola dal punto di vista delle imprese, assieme a Confartigianato. La Confederazione ha fatto il punto nel corso della sua Giunta Esecutiva riunita a Roma. Emerge un giudizio in chiaroscuro. Vediamo perché.

Il Presidente Giorgio Merletti e il Segretario Generale Cesare Fumagallihanno illustrato e analizzato con i membri di Giunta le misure di immediato impatto sull’artigianato e sulle piccole imprese. Che non sono poche e mostrano un’inedita attenzione del Governo ai piccoli imprenditori.

In particolare, sono arrivate risposte positive a battaglie storiche condotte da Confartigianato. E’ il caso della riduzione delle tariffe Inail a carico degli artigiani, il raddoppio della deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali delle imprese, il via libera alla piena applicazione della tassazione per cassa (pagamento delle tasse dopo l’incasso delle fatture) per gli imprenditori in contabilità semplificata.

La lista delle misure apprezzate da Confartigianato è lunga, ma sonoluci che non fanno dimenticare le pesanti ombre della tenuta dei conti pubblici e dell’andamento della congiuntura a livello internazionale. A preoccupare Confartigianato sono la compatibilità con la mole di risorse dedicate nella manovra a sterilizzare le clausole di salvaguardia e le misure sul reddito di cittadinanza e la revisione del sistema previdenziale. Norme che distolgono risorse preziose e che, a giudizio di Confartigianato, sarebbe stato meglio destinare al sostegno dello sviluppo imprenditoriale. In proposito, il Presidente Giorgio Merletti non ha dubbi: “Noi pensiamo si debba puntare al lavoro di cittadinanza più che al reddito di cittadinanza. Perché è il lavoro che crea reddito. E successivamente si si può pensare a una sua giusta redistribuzione. Certo, occorre aiutare chi è in difficoltà, ma non lo si può fare per sempre. Inoltre, bisogna puntare decisamente sull’apprendistato. Un piccolo aiuto viene dal taglio del cuneo fiscale sul lavoro e da altri interventi che mettono in condizione l’imprenditore di dedicare più tempo alle persone che devono formarsi”.

Ora, secondo Confartigianato, bisogna concentrarsi a rivitalizzare il tessuto delle piccole imprese e a rimettere in moto lo sviluppo. “Noi - sottolinea Merletti - chiediamo investimenti, pubblici e privati. In proposito sono arrivate le prime risposte. Ai Comuni virtuosi sono state destinate risorse per finanziare piccole opere pubbliche. Si tratta di un aiuto per rimettere in movimento la macchina della domanda interna. E’ indispensabile puntare sulla qualità, sull’alta qualità manifatturiera. Non è un problema di dimensione di impresa, ma di qualità dei prodotti, perché il mercato mondiale ce la chiede e noi dobbiamo essere pronti ad offrirla”.