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La posizione di Aniem sulle linee guida sul rating di impresa

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Secondo l’associazione, una corretta ed esaustiva valutazione dei comportamenti aziendali può favorire una qualificazione più efficace e meritocratica. Ma ci sono punti da chiarire

Aniem ha sempre espresso posizioni favorevoli all’introduzione del sistema di rating di impresa, nella convinzione che una corretta ed esaustiva valutazione dei comportamenti aziendali possa favorire una qualificazione più efficace e meritocratica.

In questo contesto si è proceduto alla formulazione di alcuni rilievi per meglio definire i confini del rating, e soprattutto per renderlo elemento concreto di selezione.

Se il sistema di rating di impresa si applica ai fini della qualificazione, è necessario che l’ANAC enunci una chiara regola che specifichi come possa anche declinarsi come criterio, tra gli altri, per la valutazione dell’offerta, e soprattutto come si possa uscire dal pericolo di commistione tra requisiti di partecipazione e criteri di valutazione in cui inevitabilmente si cade.

La diversa incidenza del rating di impresa andrebbe pesata non solo in base all’oggetto del contratto, ma soprattutto in base all’importo, in particolare nei casi di appalti inferiori ai 150mila euro, poiché qui appare fortemente lesivo del principio della garanzia della concorrenzialità richiedere misure eccessivamente restrittive al pari di quelle richiedibili per appalti più complessi.

Se fortemente apprezzato è il passaggio in cui, in ambito di precisazioni sul rating di legalità, viene proposto, per non penalizzare le imprese che non posseggano i requisiti per richiederlo, che le stesse possano comunque avanzare istanza all’Agcm per la valutazione della legalità dell’azienda, non si capisce come possa effettivamente passarsi all’applicazione di una tale previsione, che andrebbe di sicuro ad impattare sulle determine Agcm e sulla normativa fin qui emanata.

Si è segnalato poi come l’Anac, nella definizione come premiante della consegna con assenza di iscrizione di riserve, dia per scontata la presunzione per cui queste siano sempre pretestuose. Si è chiesto quindi l’individuazione di un criterio di valutazione che si cali al caso concreto.