Ridisegnare la fiscalità in chiave ambientale cancellando rendite e privilegi contro l’ambiente e definendo nuove regole di tassazione più trasparenti e chiare per cave, acque minerali, concessioni balneari, rifiuti, consumo di suolo, trivellazioni di petrolio e gas. Il tutto senza creare debito pubblico ne nuove tasse.
È questa la ricetta e la sfida che Legambiente lancia al Governo presentando le sue 15 proposte per la legge di Bilancio 2017. “Si tratta di 15 interventi chiari fattibili e nell'interesse generale - spiega l’associazione in una nota -, che riguardano l’economia circolare e i beni comuni, la riqualificazione edilizia e la manutenzione del territorio, il clima e la mobilità sostenibile”.
Interventi che premiano gli investimenti in innovazione e permettono di reperire le risorse per ridurre il costo del lavoro. “Ma per realizzarli - prosegue la nota - è indispensabile che il Governo abbia il coraggio di cancellare rendite e privilegi, non più ammissibili, di cui beneficiano coloro che gestiscono cave, acque di sorgente, concessioni balneari, estrazioni di petrolio e gas. L’eliminazione di queste privilegi consentirebbe, infatti, di generare quasi 2 miliardi di euro ogni anno, a partire dal 2017”.