Legambiente sul clima: l’Italia fissi vincoli ambiziosi nel semestre di presidenza dell’Ue

Energie rinnovabili di Marco Zibetti
Secondo gli ambientalisti, è necessario ridurre almeno del 55% le emissioni interne entro il 2030, raggiungere il 45% di energia rinnovabile e tagliare il consumo di energia del 40%


Un mese da record. Aprile 2014 e' stato il mese piu' inquinato della storia con il livello medio di anidride carbonica in atmosfera che ha superato ''in modo costante'' le 400 parti per milione (ppm). E' il dato che, nella Giornata mondiale dell'Ambiente, comunica Legambiente indicando l'urgenza di affrontare al piu' presto e in maniera concreta la questione dei cambiamenti climatici, causa dominante del riscaldamento globale che provochera' cambiamenti ad esempio nella temperatura dell'aria, degli oceani, nel ciclo dell'acqua, nel livello dei mari.

Le piu' importanti modifiche climatiche previste per i prossimi anni, come ha sottolineato il rapporto Ipcc, sono: l'aumento delle temperature globali compreso tra 2 e 4 gradi entro fine secolo; l'aumento del livello medio del mare da 50 ad 80 cm entro fine secolo; una forte diminuzione della copertura glaciale tra -15% e -55% entro fine secolo (escluso l'Antartide); precipitazioni piu' intense ed aumento sia delle alluvioni che dei fenomeni di siccita'. Per Legambiente quello che serve e' una politica nazionale ed europea piu' ambiziosa e attenta al contrasto ai cambiamenti climatici.

''L'Italia, con il semestre italiano di presidenza europea - dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - e' chiamata a svolgere un ruolo importante e incisivo nella lotta ai cambiamenti climatici, stabilendo politiche piu' risolutive e ambiziose e significativi impegni di riduzione delle emissioni di carbonio per tutti i paesi europei''.

In particolare, per contenere il surriscaldamento sotto i 2*C ed evitare la catastrofe climatica secondo Legambiene l'Unione europea e l'Italia dovranno impegnarsi a ridurre almeno del 55% le emissioni interne entro il 2030, a raggiungere il 45% di energia rinnovabile e tagliare il consumo di energia del 40% per portare avanti una reale transizione verso un sistema energetico a zero emissioni di carbonio.

''Ma per realizzare questi obiettivi - continua Cogliati Dezza - e' importante il sostegno del Governo italiano attraverso, una politica nazionale energetica che abbandoni la strada delle fonti fossili e punti, invece, ad una forte espansione delle fonti rinnovabili, dell'efficienza energetica e della chimica verde, in grado tra l'altro di creare nuove opportunita' di lavoro, di innovazione e sviluppo di tecnologie''.

''Accanto ad una politica energetica nazionale - conclude Cogliati Dezza - e' importante che il Governo intervenga con interventi mirati sui settori piu' inquinanti, a partire da quello dei trasporti, per affrontare l'emergenza smog in Italia. L'inquinamento dell'aria resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia dell'ambiente. Nel 2013 su 91 citta' monitorate da Legambiente, 43 hanno registrato valori di PM10 superiori ai limiti di legge''. Da qui l'invito degli ambientalisti a puntare sulla mobilita' sostenibile ''abbandonando la realizzazione di opere faraoniche e spesso inutili come la TAV e la moltiplicazione di strade e autostrade inutili e dannose''.


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